Istat: vendite al dettaglio crollate nel 2013

L'Istituto nazionale di statistica: è il peggior risultato da quando si hanno a disposizione le serie storiche, dal 1990. La Confederazione italiana agricoltori: "Da troppo tempo ormai la spending review degli italiani si applica anche sul cibo".

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    Aggiornamento. Confesercenti commenta amara i dati Istat sulle vendite al dettaglio e fornisce i suoi numeri sulla moria di imprese:

    "Ormai siamo all'emergenza nazionale, la flessione record delle vendite nel 2013 certifica il terzo anno consecutivo di crollo della domanda interna".

    La raccomandazione al governo Renzi è quella di:


    "intervenire con urgenza con una strategia shock per sostenere il reddito degli italiani e le aziende che si rivolgono al mercato interno, che rischiano la chiusura. Nel solo commercio al dettaglio, nel 2013, abbiamo registrato la cessazione di 46.061 imprese, per un saldo finale di 18.618 unità in meno".

    I negozi di alimentari ad aver chiuso i battenti nel 2013 sono stati 2.055:

    "In totale, a fine 2013 rimangono 95.667 imprese alimentari, meno di 1,6 ogni mille abitanti".


Crollo delle vendite al dettaglio nel 2013, con un calo del 2,1% rispetto all'anno precedente, già molto freddo sul fronte consumi.

A comunicare il dato è l'Istat sottolineando che deve essere letto come sintesi di flessioni dell'1,1% per i prodotti alimentari e del 2,7% per i prodotti non alimentari.

Si tratta dei dati peggiori dall'inizio delle serie storiche comparabili, cioè dal 1990.

Anche a dicembre, nonostante il periodo natalizio le vendite al dettaglio sono calate dello 0,3% rispetto al mese precedente. Nella media del trimestre ottobre-dicembre dell'anno scorso la contrazione è stata dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti.

Rispetto a novembre 2013, a dicembre le vendite di prodotti alimentari sono diminuite dello 0,5% e quelle di prodotti non alimentari dello 0,3%.

Facendo il confronto con dicembre del 2012, l'indice grezzo del totale delle vendite mostra una flessione del 2,6%, come sintesi di una flessione del 2,3% per le vendite di prodotti alimentari e del 2,7% di quelle di prodotti non alimentari.

A dicembre scorso le vendite per forma distributiva evidenziano, confrontate con dicembre 2012, una flessione sia per la grande distribuzione (-2,7%) che per le imprese operanti su piccole superfici (-2,4%).

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