Credit Suisse banca degli evasori americani: rischia sanzione di 800 milioni di dollari

Oltre 20mila correntisti dell’istituto di credito elvetico sono sfuggiti al fisco statunitense che cerca di fare luce

Sarebbero 20mila gli evasori statunitensi aiutati dal Credit Suisse a eludere i controlli fiscali a stelle e strisce. Un rapporto del Senato americano sta mettendo a nudo gli elaboratissimi sotterfugi con i quali alti dirigenti e magnati della finanze sono riusciti a sfuggire alle strette maglie del fisco americano e a occultare miliardi di dollari.

Il sistema messo in piedi dal Credit Suisse sarebbe degno dei migliori film di spionaggio, anche se la storia ricorda da recente quella raccontata nella seconda parte di The Wolf of Wall Street, il film di Martin Scorsese in corsa per i premi Oscar.

I Vip potevano usufruire di una “depandance” del Credit Suisse all’aeroporto di Zurigo e venivano portati a divertirsi sulle più vicine piste da sci. Per i meeting blindati era previsto un ascensore segreto con destinazione una sala altrettanto segreta.

Ora gli 007 americani hanno scoperchiato il vaso di Pandora e nelle 175 pagine del rapporto reso pubblico negli scorsi giorni si parla di 22mila conti di clienti americani con asset complessivi stimati fra i 10 e i 12 miliardi di dollari. Di questi 22mila conti il 95% non sarebbe stato riportato (come dovuto) all’Internal Revenue Service.

Il migliore trattamento e la massima discrezione, insomma, nella migliore tradizione elvetica.

Ora la banca Credit Suisse è indagata dal Dipartimento di Giustizia: dopo avere ammesso le violazioni avvenute in passato, ha negato ogni complicità ai vertici dell’istituto di credito. Gli affari sporchi, insomma, sarebbero stati gestiti da un piccolo gruppo di private bankers poco rispettosi della policy aziendali. E i capi? Ignari di tutto. Anche prendendo per vere le parole dei capi, la domanda sorge spontanea: possibile che chi sta ai vertici di un istituto di credito del genere si lasci “sfuggire” un particolare come 20mila conti e 10-12 miliardi di euro depositati senza tassazione?

Credit Suisse potrebbe vedersi costretta a pagare 800 milioni di dollari di sanzione al Dipartimento di Giustizia americano, una cifra di poco superiore ai 780 milioni pagati da Ubs nel 2009 per un caso analogo. Ma il caso rischia di avere ripercussioni politiche anche Oltreoceano: il senatore democratico Carl Levin che guida la commissione investigativa del parlamento ha sottolineato la debolezza dell’amministrazione Obama nell’affrontare questo caso: soltanto 238 nomi dei 22mila clienti di Credit Suisse sono venuti alla luce fino questo momento.

Ricchezza mondiale classifica 2013

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Foto © Getty Images

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