I Radicali lanciano "Sbanchiamoli": fuori i partiti dalle banche e credito a chi merita

I Radicali chiedono la fine dell'influenza dei partiti sulle banche

Nella sala grande del Partito Radicale a Roma, questa mattina, i Radicali Italiani hanno lanciato una nuova campagna politica nel corso di una conferenza stampa: "Sbanchiamoli. Fuori i partiti dalle banche. Credito a chi lo merita". Alla conferenza stampa erano presenti il segretario di Radicali Italiani Rita Bernardini, il tesoriere Valerio Federico e il membro della direzione nazionale Alessandro Massari.

L'iniziativa, che è possibile rivivere grazie alla registrazione di Radio Radicale, si pone come fine quello di una riforma del sistema bancario che possa porre fine all'influenza illegittima dei partiti sulle Banche. Il patto tra diavoli, un vero e proprio matrimonio/mercimonio, che permette alla politica di controllare le Fondazioni bancarie designando da Regioni, Provincie e Comuni i componenti dei board decisionali.

Fondazioni bancarie che, a loro volta, condizionano le scelte delle banche stesse grazie alle partecipazioni che ne detengono: la soluzione proposta dai Radicali è chiara e netta, separare le fondazioni bancarie dagli istituti bancari.

I Radicali hanno presentato una petizione popolare alla Camera, preferendo per il momento di non utilizzare il più classico strumento dell'iniziativa legislativa popolare (costoso e lungo, servono più di 50mila firme). Più che l'abolizione della legge Amato-Carli (come propone qualcuno), l'iniziativa Radicale non punta a cancellare l'esistenza delle fondazioni, ma ad interrompere quella linea continua (evidente nel recente scandalo Monte dei Paschi di Siena) che lega politica, fondazioni bancarie e istituti di credito.

"Alcune Fondazioni di origine bancaria possiedono una quota significativa dell’azionariato della Cassa depositi e prestiti (Cdp) 5, rappresentando complessivamente “il secondo azionista”. La quota si è ridotta negli ultimi due anni passando dal 30% al 18,4%, mentre il rimanente 81,6% è detenuto dal Tesoro e in minima parte dalla cassa stessa6.
La Cassa depositi e prestiti, presieduta da Franco Bassanini, gestisce il risparmio postale finanziando soprattutto reti di trasporto e servizi pubblici locali, edilizia pubblica e iniziative in campo energetico. È insomma, l’operatore di riferimento per gli Enti pubblici, basti pensare che nel 2008 ha concesso prestiti per 8,2 miliardi di euro."

di legge nella nota introduttiva scritta dal tesoriere Valerio Federico.

I punti critici

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Sempre il bravo Valerio Federico propone brevemente, nella sua nota introduttiva, alcuni dati sulla ricchezza e sui rapporti tra le fondazioni e le banche che vi riportiamo, a titolo esemplificativo, integralmente:

Fondazione Cariplo - Al 18 Gennaio 2013, detiene il 4,67% del capitale sociale della Banca, e secondo i documenti di bilancio del 2012 dispone di un patrimonio netto contabile pari a 6,55 mld di euro, il 4,14% in più rispetto all’anno precedente, distribuendo ogni anno circa 200 mln di euro.

Compagnia di San Paolo - Alla fine del 2012 il valore di mercato complessivo del portafoglio di attività finanziarie detenuto dalla Compagnia di San Paolo ammonta a € 5,2 mld.

Fondazione Cariverona - A fine 2012 può contare su un patrimonio netto di 2 mld 648 mln di euro. Distribuisce poco meno di 119 mln di euro l’anno, mentre spende oltre 2 mln per compensi e rimborsi agli organi statutari e più di 4 mln per il personale, oltre che 158mila euro in consulenti esterni.

Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna - A fine 2012 ha un patrimonio netto di più di 750 mln, distribuendone quasi 24. Ha partecipazioni in Intesa SanPaolo, Fondaco SGR spa; SINLOC - Sistema Iniziative Locali spa; Mediobanca spa (quotata); Whitestones SCA; Edilparco srl; Sviluppo Immobiliare Santa Teresa srl (SIST srl) e nella Duemme Sgr - gestione patrimoniale, la cui gestione di fine esercizio rileva un patrimonio di 1,5 mln di euro.

Fondazione MPS – Nel 2012 ha un patrimonio netto di euro 673 mln di euro; mentre ha distribuito oltre 90mln, più di 1 mln e mezzo tra compensi e rimborsi spese agli organi statutari, spendendo per consulenti e collaboratori esterni quasi 12 mln. Come si legge all’Art. 3, 1° paragrafo dello statuto di MPS, approvato dal Ministero del Tesoro, è possibile per questi enti fare i costruttori: “La Fondazione può anche partecipare alla progettazione ed alla realizzazione di infrastrutture e servizi per il tramite di imprese strumentali, costituite dalla Fondazione medesima ed operanti esclusivamente nei settori previsti dalla Legge”.

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