Tassa sulla casa: con l'aumento della Tasi salasso per le famiglie

Dall'aumento delle aliquote sono esentati soltanto gli immobili della Chiesa cattolica menzionati nel Concordato, 25 in tutto.

La Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili dei comuni, non sarà un salasso solo per imprese e negozi ma anche per le famiglie: peserà più della vecchia Imu, specie per le fasce di popolazione meno abbienti.

Adusbef e Federconsumatori riferendosi alla decisione del governo Renzi di dare facoltà ai sindaci di alzare l’aliquota della Tasi di un altro 0,8 per mille sulla prima casa (da 2,5 al 3,3 per mille) e sulle seconde (dal 10,6 all‘11,4 per mille), o di suddividere l’aumento sulle due categorie di immobili, denunciano che:

Con le decisioni prese sulla Tasi si prospetta una vera e propria stangata per le famiglie, al netto delle detrazioni, una famiglia dovrà pagare mediamente da 247 euro a 326 euro. Ma dietro a ciò si nascondono diverse beffe per i cittadini La prima riguarda le famiglie meno abbienti che, grazie alla detrazione per la prima casa (e per eventuali figli a carico), non pagavano l'Imu e che oggi, alla luce di detrazioni ancora vaghe ed indefinite, si troveranno a far fronte ad importi non indifferenti.

E se le opposizioni hanno gioco facile a dire che è la Tasi è la prima tassa varata da Renzi, conti alla mano secondo l’osservatorio delle due associazioni dei consumatori, i cittadini saranno quindi ancora più penalizzati rispetto alla vecchia Imu, soprattutto i proprietari di prima casa.

Aumenta la Tasi quanto pago

Il pasticciaccio della tanto decantata “abolizione” dell’Imu sull'abitazione principale (è cambiato solo il nome dell’imposta) continua a produrre i suoi effetti negativi: il nuovo governo ha dovuto mettere una pezza per coprire gli ammanchi di gettito per le asfittiche casse comunali, dando appunto la possibilità di alzare le aliquote della tassa sulla casa.

Ora i primi cittadini  potranno contare su 125 milioni in più rispetto ai 500 stanziati dal governo Letta per compensare il mancato gettito dovuto alla differenza tra l'aliquota Tasi prima casa (2,5 per mille) e l’aliquota Imu (4 per mille).

Adusberf e Federcomsumatori denunciano una seconda beffa contenuta nel provvedimento che aumenta l'aliquota della Tasi, relativamente ai bonus fiscali:

La seconda beffa riguarda le risorse stesse per le detrazioni: sembrerebbe infatti che, mentre nella prima formulazione della norma gli incassi derivanti dalla maggiorazione delle aliquote Tasi avrebbero dovuto essere destinati "esclusivamente" alla istituzione di detrazioni per le famiglie, ora dovranno essere semplicemente "finalizzati" alle detrazioni. La Tasi quindi, come purtroppo avevamo previsto, peserà come una sorta di nuova Imu peggiorata gravante sulle tasche delle famiglie. Le sue ricadute avranno ripercussioni importanti e deleterie sull'andamento della domanda di mercato già in forte contrazione e quindi sull'intero sistema economico, aggravando un tasso di disoccupazione che ha già raggiunto la percentuale allucinante del 12,9%.

Ricordiamo che la Tasi va pagata da chi possiede, occupa o detiene a qualsiasi titolo unità immobiliari e serve a finanziare gli altri servizi di base, come la manutenzione delle strade o l’illuminazione pubblica.

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