Vecchia lampadina addio. Dal 1° settembre solo compatte e Led. Quanto si risparmia?

Vecchia lampadina addio: dopo 130 anni l’Europa ha messo al bando la lampadina ad incandescenza. Dal primo settembre in Italia come in tutta Europa è scattato il divieto di vendita degli ultimi bulbi rimasti in commercio, quelli di potenza compresa tra i 25 e i 40 watt. Le lampadine da 100 watt erano state già bandite.

Le nuove lampadine, dette compatte a basso consumo o fluorescenti, costano di più delle tradizionali al tungsteno ma il risparmio in termini di consumi energetici è rilevante, con un guadagno economico medio a famiglia di circa 50 euro all’anno sulle bollette.

Ad esempio, cambiando una vecchia lampadina "a pera" da 75W con una equivalente a risparmio energetico di soli 15 W (920-970 lumen) si risparmia il 70% dei costi.

In pratica, calcolato il costo medio annuo dell'elettricità, il prezzo del dispositivo e la sua durata, si passa da 42 euro a 12 (considerando la lampadina accesa per 7 ore al giorno) con un risparmio di 30 euro.

Le lampadine fluorescenti usano il 65-80% di energia in meno rispetto a quelle a incandescenza: come sottolineato dalla Commissione Europea rappresentano il sistema di illuminazione più efficiente.

Rimangono in commercio le lampade Led, alogene e a basso consumo, ma dal  primo settembre 2016 anche la commercializzazione delle lampade alogene scarsamente efficienti sarà vietata.

Oltre a garantire minori consumi e quindi risparmio energetico per i cittadini-consumatori, i nuovi dispositivi compatti sono più rispettosi dell’ambiente perché emettono molta meno CO2. Si stima che finora il loro utilizzo abbia evitato l’emissione di qualcosa come 15 milioni di tonnellate di anidride carbonica.

Sul sito www.eurotopten.it il WWF indica il significato delle nuove etichette energetiche, e i dettagli su potenza e consumi dei nuovi dispositivi che hanno mandato in soffitta la vecchia lampadina a pera.

Foto | ©TMNews

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