Italia retrocessa dall'UE per l'alto debito e la scarsa competitività

Come noi nell'eurozona solo Slovenia e Croazia. Il report diffuso oggi dalla Commissione dell'UE.

La Commissione europea bacchetta, ancora una volta, l'Italia. Bacchettata che questa volta ha il sapore della retrocessione:

"l'aggiustamento del pareggio strutturale nel 2014, così come lo si prevede attualmente, appare insufficiente, data la necessità di ridurre l'altissimo rapporto debito/Pil a un ritmo adeguato".

Nella valutazione pubblicata oggi con gli "Esami approfonditi sugli squilibri macroeconomici" delle economie dei 17 Paesi dell'eurozona, la Commissione riconosce comunque che:

"nel 2013 l'Italia ha fatto progressi verso il conseguimento del suo obiettivo di medio termine"

cioè il pareggio di bilancio, spronando il governo Renzi a proseguire sulla strada delle promesse, celeri, riforme.

Il nostro Paese deve superare questi squilibri macroeconomici eccessivi per i quali occorre uno "speciale monitoraggio" da parte dell'Ue che poi farà rapporto all'eurogruppo.

Quali sono questi squilibri? alto livello del debito, scarsa competitività, e appunto aggiustamento di bilancio insufficiente. Ai nostri livelli, dice la Commissione, ci sono solo Croazia e Slovenia, anche loro nel non invidiato club di Paesi con squilibri ritenuti "eccessivi".

Tutti gli altri Paesi dell'area euro, Spagna e Grecia compresi, sono nel gruppo in cui gli squilibri ci sono, ma non di questa portata:


"L'Italia deve affrontare il livello molto alto del debito e la debole competitività esterna, entrambi radicati nella protratta lenta crescita della produttività e richiedono politiche urgenti (...). La necessità di azione decisiva per ridurre il rischio di effetti avversi sul funzionamento dell'economia italiana e della zona euro è particolarmente importante data la dimensione dell'economia italiana".

L'elevato debito pubblico:

"mette un grande peso sull'economia, in particolare nel contesto di cronica crescita debole e inflazione sommessa".

Inoltre permane:


"una sfida raggiungere e mantenere un avanzo primario molto alto - sopra la media storica - e una robusta crescita del pil per un periodo prolungato, entrambi però necessari a mettere il debito su un percorso discendente".

Il commissario agli Affari economici dell'Unione Olli Rehn ha invitato il nuovo governo ad affrontare tali questioni una volta per tutte, con urgenti politiche di riforma che rafforzino anche la crescita economica e l'occupazione.

Italia retrocessa dal'ue

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