Bce, tassi restano al minimo. Draghi: confermata una moderata ripresa

Le stime di crescita dell'Eurozona riviste lievemente in positivo.

In seguito al direttivo di oggi della Banca Centrale Europea, il Presidente Mario Draghi ha confermato che i tassi d'interesse nell'Eurozona restano invariati, al minimo storico dello 0,25%, in linea con le aspettative prevalenti in virtù dei segnali di miglioramento registrati di recente.

Draghi ha spiegato che dai dati congiunturali emerge una ripresa moderata nella zona dell'Euro e che prosegue il periodo di bassa inflazione.

La Bce ha così potuto rivedere le stime di crescita in lieve miglioramento portandole all'1,2% per il 2014, l'1,5% per il 20015 e 1,8% per il 2016, mentre le stime dello scorso trimestre avevano fatto pensare a una crescita dell'1,1% per quest'anno e dell'1,5% per il prossimo.

Draghi però non ha nascosto che ci sono sempre dei rischi al ribasso sulla ripresa, poiché c'è la possibilità di una minore ripresa delle domanda interna e di un rallentamento nell'attuazione delle riforme strutturali.

Mario Draghi in particolare ha detto:

"Quando guardiamo alla fiducia dei consumatori vediamo che il divario, specie fra Germania da una parte e Spagna e Italia dall'altra, si sta restringendo"

Paesi come l'Italia, che devono consolidare il deficit e il debito, devono dunque applicare strategie fiscali in linea con il Patto di Stabilità e Crescita europeo e accogliere le raccomandazioni che la Commissione Ue ha fatto agli Stati membri con squilibri economici e deficit eccessivi.

Da parte sua la Bce monitora l'evoluzione dei prezzi e se sarà necessario interverrà prendendo in considerazione l'utilizzo di tutti gli strumenti che ha a disposizione.

Intanto il caro vita nell'Eurozona è allo 0,8%, mentre l'Eurostat ha confermato che il miglioramento della crescita alla fine del 2013 è del +0,3% del Pil.

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