Squinzi: meglio un lavoro o qualche decina di euro in più?

Confindustria teme che il taglio del cuneo fiscale per la aziende venga rinviato a favore della riduzione della tasse sui lavoratori dipendenti.

Dopo la lettera aperta al premier del segretario della Fiom Cgil, dalle colonne di Repubblica, il pressing a mezzo stampa sul governo prosegue con la missiva pubblicata oggi dal CorSera, firmata Giorgio Squinzi.

Il leader degli industriali, in vista del CdM di domani che stando alle promesse di Renzi deve varare il taglio del cuneo fiscale e il Jobs act, pende carta e penna e scrive:

"Molti vorrebbero farci credere che siamo fuori dalla crisi. Personalmente sono abituato a dire le cose che penso e a farlo in modo diretto. È vero, i numeri sembrano migliori di qualche trimestre fa, ma di crescita vera e propria non possiamo ancora parlare. La ripresa, se viaggerà a questi ritmi, sarà purtroppo lentissima. Per crescere sul serio e stabilmente nel tempo dobbiamo fare poche cose ed efficaci".

Quali?

"Da tempo diciamo che occorre intervenire in maniera seria sul cuneo fiscale" perché "si tradurrebbe immediatamente in effetti positivi sia sull'occupazione, sia sulla competitività d'impresa. È strutturale, agisce in profondità. Non si tratta di una misura fatta per gli imprenditori: non siamo iscritti al club Irap o Irpef. Sarebbe interessante chiedere agli italiani se vogliono un lavoro o qualche decina di euro in più in tasca. Sarebbe interessante stimare quante delle crisi industriali che stiamo affrontando sono crisi generate da costi eccessivi"

Il presidente di Confindustria prova così a mettere la mani avanti di fronte alle ipotesi che vedrebbero prima la realizzazione di un consistente taglio dell'Irpef per i lavoratori dipendenti e solo in una seconda fase il taglio dell'Irap per le imprese.

Per giustificare il suo ragionamento Squinzi fa leva sulla questione occupazionale:

"Togliamo i pesi e le complicazioni inutili della riforma Fornero e avremo più lavoro. Non è tempo per perdersi in esperimenti occorrono poche scelte chiare, decise e dritte all'obiettivo. Il lavoro deve costare come negli altri Paesi, quindi molto meno. Sarebbe interessante chiedere agli italiani se vogliono un lavoro o qualche decina di euro in più in tasca".

Perché evidentemente per Squinzi le due cose insieme sono incompatibili. La quadra la dovrà trovare il presidente del Consiglio.

Squinzi Renzi

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