Unicredit, perdite record nel 2013: annuciati 5.700 licenziamenti in Italia

Nuovo piano industriale e pulizia dei conti. Previsti 8.500 licenziamenti fino al 2018.

Unicredit, una delle prime tre banche del Paese, è in rosso e vara un piano di copertura dei crediti a rischio che si traduce, anche, in un taglio del personale lacrime e sangue. L'istituto di credito ha chiuso il 2013 con una perdita record di 14 miliardi di euro a causa, si spiega in un comunicato, della copertura su "crediti a rischio" per 13,7 miliardi di euro.

L'annuncio arriva il giorno dopo l'inizio dei controlli europei sulle banche italiane. Unicredit gioca d'anticipo e presenta la sua pulizia dei conti che costa appunto la maxi perdita di 14 miliardi, quando le stime parlavano di 400 milioni di utile.

La tanto discussa rivalutazione delle quote di Bankitalia, che si è tradotta in 1,4 miliardi in cassa per Unicredit, non ha scongiurato il piano di licenziamenti.

La banca, tra le maggiori a livello europeo e mondiale, con 162mila dipendenti (nel 2010), da qui al 2018 ha annunciato che con il nuovo piano industriale 8.500 persone "usciranno dal gruppo" - 5.700 delle quali lavorano in Italia.

Unicredit nel quarto trimestre dell'anno scorso ha perso 15 miliardi con accantonamenti su crediti per 9,3 miliardi. Ma il dividendo per gli azionisti non sarebbe mai stato in discussione. Secondo quando racconta il Fattoquotidiano.it il cda di Unicredit nell'assemblea annuale proporrà il pagamento di un dividendo da riserve di utili di 10 centesimi di euro per azione. Come? Con l'assegnazione di titoli azionari Unicredit di nuova emissione o mediante versamento in contanti, ma in questo caso solo su relativa richiesta degli azionisti.

Quest'ultimi potranno passare all'incasso il 6 giugno 2014.

La vita è fatta di alti e bassi. Noi ci siamo in entrambi i casi

è il motto di Unicredit. Ma forse vale solo per gli azionisti.

Comunque, secondo l'amministratore delegato della banca Federico Ghizzoni:

"Il 2013 è stato l’anno della svolta. Ora siamo pronti ad aumentare ulteriormente la nostra offerta di credito e a dare supporto all’economia reale in Italia e in Europa. Con le azioni annunciate oggi, abbiamo rafforzato ancora il nostro bilancio e completato il processo iniziato nel 2010. La decisione che abbiamo preso è stata assunta in autonomia e non è dettata da fattori esterni o regolamentari, quanto dalla convinzione che il recupero in atto nelle economie europee fosse l'occasione per voltare pagina".

Con la pulizia, il livello di copertura dei crediti a rischio della banca salirà dal 45% al 52%, su valori precedenti alla crisi economica. Ghizzoni parla di un:

"livello che ci riporta al 2008, e che ci pone al top in Europa, e di gran lunga elevato a quello delle banche italiane".

Tornando ai numeri di bilancio di Unicredit, nel 2013, i ricavi sono ammontati a 24 miliardi, il 4,1% in meno su base annua, i costi operativi sono in lieve calo, a 14,8 miliardi, e il margine operativo lordo si ferma a 9,2 miliardi, il 9,9% in meno sul 2012.

Unicredit

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