Contratti a termine: come cambiano

Come cambiano i contratti a tempo determinato con la riforma del governo Renzi.

Come cambiano i contratti a termine con le misure che il governo Renzi dovrebbe approvare nel più complessivo ambito del jobs act? I dubbi che ancora restavano su come funzioneranno i nuovi contratti a termine sono stati (in parte) chiariti dal ministero del Lavoro: i contratti a tempo determinato senza causale (cioè senza spiegare perché il contratto è a termine) potrà durare fino a 36 mesi.

"Con l'entrata in vigore del decreto legge il datore di lavoro può sempre instaurare rapporti di lavoro a tempo determinato senza causale, nel limite di durata di trentasei mesi. Viene così superata la precedente disciplina che limitava tale possibilità solo al primo rapporto di lavoro a tempo determinato. Inoltre, la possibilità di prorogare un contratto di lavoro a termine in corso di svolgimento è sempre ammessa, fino ad un massimo di 8 volte nei trentasei mesi".

Smentite quindi le voci - tra cui quella di Tito Boeri su Repubblica di oggi - secondo cui questo nuovo contratto a termine avrebbe potuto creare contratti settimanali ripetuti a raffica. Il massimo di precarietà a cui si potrà arrivare, non che sia poco, è di quattro mesi e mezzo per contratto.

Ci sono comunque delle condizioni perché si possano stipulare contratti a termine uno via l'altro: "Rimane, quale unica condizione per le proroghe, il fatto che si riferiscano alla stessa attività lavorativa per la quale il contratto è stato inizialmente stipulato". Infine, viene confermato il limite del 20% di lavoratori sotto contratto a termine che un'azienda può avere. Limite che si può modificare previa contrattazione interna "che tenga conto delle esigenze "connesse alle sostituzioni e alla stagionalità".

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