Contratti a termine e apprendistato: avanti con il decreto

Sacconi: "Toccare il decreto significa mettere in bilico la tenuta della maggioranza". Il solito compromesso al ribasso sulle spalle dei lavoratori?

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti stamattina torna sulla sua riforma e in un'intervista a la Repubblica ribadisce di essere convinto che le nuove norme pensate dal governo Renzi sui contratti a termine (cosa cambia) creeranno nuova occupazione. E di fronte a chi, dalle opposizioni, gli ricorda che quando era presidente di Legacoop era un fervente sostenitore del contratto a tempo indeterminato il ministro non può che fare spallucce.

Ma Poletti intende replicare ancora alla Cgil che aveva chiesto il ritiro del decreto sui nuovi contratti a termine e sull'apprendistato in quanto giudicato foriero di nuova precarietà.

Il decreto va avanti così. Poi, certo, non siamo infallibili e il dibattito in Parlamento farà il suo corso.

ha detto Poletti a Repubblica.

Al Mattino il ministro ha spiegato invece invece che "i fondamentali" dell'economia "vanno bene, la direzione è quella" e che le nuove norme sul lavoro, checché ne dica la Cgil, non aumenteranno affatto la precarietà.

Secondo Poletti in 6-10 mesi vedremo già i primi impatti delle nuove misure sull'occupazione. A dargli man forte ci hanno già pensato, nell'ordine, il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi

Non accettiamo diktat dalla Camusso: il governo andrà avanti nel dare flessibilità e permettere ai giovani di lavorare

e il leader del Nuovo centro destra Angelino Alfano:

Quel decreto è stato approvato dal governo e non si torna indietro, non accettiamo diktat dalla Cgil. Abbiamo smontato la parte più odiosa della riforma Fornero e Ncd difenderà quello che ritiene una conquista.

L'ex ministro del lavoro del IV governo Berlusconi, e attuale presidente dei senatori Ncd, significativamente aggiunge:

Toccare il decreto significa mettere in bilico la tenuta della maggioranza

E che il decreto sia un compromesso trovato nella variegata maggioranza che sostiene il governo Renzi, compromesso al ribasso e sulle spalle dei precari, sembrano confermarlo anche le parole dell'ex titolare del welfare Pd Cesare Damiano (Pd) oggi presidente della commissione Lavoro di Montecitorio.

Damiano ritiene "esagerata" l’acausalità di 3 anni per il nuovo contratto a termine: c'è, dice, il rischio di "cannibalizzazione" tra contratti a tempo e apprendistato e annuncia richieste di modifica in sede parlamentare.

Ma vediamo in dettaglio cosa prevede il decreto sui nuovi contratti a termine. Finora il datore di lavoro poteva fare assunzioni a tempo determinato “acausali” - senza specificare per quale ragione - solo in base a due condizioni: il contratto non deve superare l'anno e deve essere il primo per il lavoratore assunto.

Il decreto legge del governo Renzi aumenta la durata del contratto “acasuale” a 36 mesi con il limite che il datore di lavoro non può avere più del 20% della sua forza lavoro assunta con tale tipo di contratto, fatta eccezione per le deroghe stabilite dalla contrattazione nazionale.

I contratti inferiori a 36 mesi invece potranno essere rinnovati fino al raggiungimento dei 3 anni. Dopo che la LaVoce.info aveva notato che per questa via il datore potrebbe fare al dipendente 365×3 contratti di lavoro da un giorno, riservandosi la possibilità di non rinnovare quando gli passa per la testa, il ministero in un comunicato ha inteso precisare che i contratti a termine non saranno rinnovabili più di 8 volte in 3 anni.

Una pezza che certo non copre il buco. Se l'Unione industriale di Torino ha definito tutto questo semplicemente come "perfetto" un motivo ci sarà, osserva la leader della Cgil Susanna Camusso.

Lavoro prospettive 2013 2014 Istat

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