Crisi: 6 disoccupati su 10 lavorerebbero per la mafia

Lo studio shock di Coldiretti-Ixè. 230mila italiani si dicono pronti a compiere azioni illegali pur di avere un impiego.

Siamo a questo punto: ben 6 disoccupati su 10 sarebbero disposti ad accettare un posto di lavoro offerto dalle mafie, là dove la criminalità organizzata ha investito per riciclare il denaro frutto di attività illecite.

Lo studio shock, perché certifica un pericolosissimo abbassamento della moralità pubblica, è di Coldiretti/Ixè.

L'analisi è stata presentata durante il battesimo della Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, promossa dalla stessa Coldiretti con la presidenza del comitato scientifico affidata al procuratore di Torino Giancarlo Caselli.

L'anti Stato che si fa sempre più Stato, che offre un lavoro, che dà di che vivere. La mafie che trovano terreno fertile in un tessuto sociale ed economico ancora più sfilacciato e indebolito da oltre un lustro di profonda crisi.

Secondo l'indagine di Coldiretti mafia, camorra, ‘ndrangheta e Scu hanno a loro disposizione un potenziale di quasi 2 milioni di persone che dai bordi della marginalità economica e sociale accettano di lavorare per dei criminali con la patente.

Secondo lo studio di Coldiretti 230mila persone non avrebbero nessun problema a compiere azioni illegali pur di avere un impiego. E se con i nuovi contratti a termine del governo Renzi, precari e senza garanzie quanto i precedenti, qualcuno si illude di affrontare anche minimamente il problema, beh stiamo messi davvero male. Una disoccupazione record del 12,9%, al 42,4% per i giovani, non si combatte con slogan e restyling legislativi. Attendiamo di capire in cosa concretamente si tradurrà il Jobs act.

Intanto l'amara realtà la mostra il fatto che il 67% degli italiani intervistati si dice convinto che in alcune zone del Paese, dove disoccupazione e povertà sono più elevate, le mafie hanno creato opportunità di lavoro. Soprattutto ma non solo al Sud, se per l’83% degli italiani è ormai evidente che la criminalità organizzata si è diffusa su tutto il territorio nazionale.

Il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo commenta:


Bisogna spezzare il circolo vizioso che lega la criminalità alla crisi, con interventi per favorire, soprattutto tra i più giovani, l’inserimento nel mondo del lavoro, e l’impegno delle istituzioni, della scuola e delle organizzazioni di rappresentanza per scongiurare il pericolo che legittime aspirazioni ad avere un’occupazione possano essere sfruttate per alimentare l’illegalità. (...) proprio in tale ottica è stato avviato il portale della Coldiretti “Lavoro in campagna” per favorire l’incontro tra domanda e offerta occupazionale, che ha già ottenuto il via libera del ministero del Lavoro.

Il 18% degli italiani poi, sempre secondo l'indagine, dice che non si farebbe nessuno scrupolo ad andare in un bar, ristorante o supermercato gestito dalla criminalità organizzata purché i prezzi siano buoni, i prodotti di ottima qualità o anche solo se il posto è comodo da raggiungere e vicino alla propria abitazione.

Del resto il 58% degli intervistati non si dice disposto a sborsare il 20% in più per un prodotto alimentare cha arriva da terreni agricoli o aziende confiscate alla malavita organizzata.

Lavoro mafie

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail