Spending review: accorpamento polizia-carabinieri? Il Ministro Pinotti smentisce

La titolare della Difesa: sì a un maggior coordinamento. Il vice ministro all'Interno Bubbico stamane aveva parlato di "riorganizzazione" delle cinque forze di polizia italiane.

E tra le maglie della spending review - per i soliti noti e mai davvero per la casta, si intende - fa capolino (per poco) anche l’ipotesi di un accorparmento delle forze dell'ordine, polizia e carabinieri (era) l’idea.

A parlarne è stato oggi il viceministro dell’Interno del governo Renzi Filippo Bubbico.

Dai microfoni di Radio Anch'io il vice di Alfano aveva detto che la proposta non era poi così peregrina definendola ipotizzabile ma precisando:

"mi sembra che la priorità riguardi l'ottimizzazione della presenza di carabinieri e polizia sul territorio e l'impiego dei reparti specializzati. Non possiamo continuare ad avere tiratori scelti, artificieri, cinofili, squadre nautiche di polizia e di carabinieri e poi della guardia di finanza e poi della guardia costiera. Tutto questo va semplificato per dare certezze e per garantire un impiego delle risorse umane e delle risorse strumentali piu' efficace".

In Italia ci sono cinque forze di polizia, ha sottolineato il vice ministro:

"due fondamentali con compiti di natura generale, e sono polizia di Stato e carabinieri, e quindi le altre che hanno una propria specificità, cioè guardia di finanza, corpo forestale dello Stato e polizia penitenziaria".

Comunque, la razionalizzazione non intaccherebbe:

"occupazione, retribuzioni e sicurezza. La riorganizzazione deve mirare a migliorare le condizioni di sicurezza dei cittadini, il presidio del territorio e mettere gli operatori di polizia in condizione di poter agire ricevendo le gratificazioni necessarie. Da anni i contratti di lavoro non sono aggiornati e spesso gli operatori delle forze di polizia non ricevono neanche il pagamento degli straordinari che sistematicamente vengono fatti e loro non si sono mai sottratti agli obblighi e alla necessità di garantire l'intervento".

La conclusione di Bubbico però era stata cauta:

"in prospettiva si può ragionare in termini di semplificazione (...); la storia ci induce ad essere molto cauti perché siamo di fronte a modalità operative che nell'uno e nell'altro caso hanno evidenziato specifici profili che concorrono entrambi alla sicurezza pubblica".

In ogni caso a fugare ogni dubbio su un possibile accorpamento di questure a comandi dei carabinieri ci ha pensato poi il ministro della Difesa Roberta Pinotti:

Un eventuale:

"accorpamento di polizia di Stato e carabinieri non é assolutamente all'ordine del giorno, non é in discussione. Altra cosa é parlare di coordinamento più forte e dell'esigenza di evitare sovrapposizioni, una responsabilità che tutti dobbiamo avvertire".

La ministra aveva già ricordato che la Difesa non può essere considerata un bancomat.


"Le parole pronunciate oggi dal vice ministro dell'Interno, Filippo Bubbico, sono per il Silp-Cgil la dimostrazione che la nostra proposta, tesa a una reale unificazione degli apparati, non è poi così campata in aria".

scrive in una nota il Sindacato italiano lavoratori di polizia della Cgil.

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