Confcommercio a Renzi: non detassare autonomi e Partite Iva è discriminatorio

Sangalli: "Non sono accettabili discriminazioni basate sul pregiudizio che tutti i lavoratori autonomi siano evasori".

Dopo Rete Imprese Italia, questa mattina è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli a rivolgere il suo appello al governo Renzi affinché si proceda al taglio delle tasse anche per lavoratori autonomi e partite Iva, così come è stato fatto per il lavoro dipendente (80 euro in più, da maggio in busta paga, grazie alla riduzione dell'Irpef).

Dice Sangalli, aprendo oggi il Forum dell'associazione a Cernobbio:

Chiediamo con forza al Governo un'altra spinta nella direzione intrapresa ed estendere i benefici della detassazione al popolo delle partite Iva, ai lavoratori indipendenti e agli autonomi, che resistono sul mercato e meritano rispetto e riconoscenza per come stanno affrontando questa crisi.

Il presidente di Confcommercio parla di discriminazione inaccettabile:

"Non sono accettabili discriminazioni basate sul pregiudizio che tutti i lavoratori autonomi siano evasori"

E ancora:


"Con tagli alla spesa improduttiva e recupero di risorse derivanti dalla lotta all'evasione e all'elusione fiscale si possono aiutare tutti i contribuenti in regola, senza discriminazioni, riducendo sul medio lungo periodo la pressione fiscale complessiva senza mettere a rischio i conti pubblici e i vincoli imposti dall'Europa".

Vedremo se e come replicherà il presidente del Consiglio.

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Riduzione Irpef, Rete imprese Italia: escludere gli autonomi è sbagliato

20 marzo 2014. La riduzione dell'Irpef voluta dal governo Renzi, mille euro in più all'anno per chi ne prende meno di 1.500 al mese, riguarda com'è noto solo il lavoro dipendente, non autonomi e liberi professionisti.

Rete imprese Italia (R.E TE.) si aspettava una maggiore attenzione verso il variegato mondo delle partite Iva, già sottoposte a una tassazione tra le più alte in Europa, e al premier manda a dire: escludere gli autonomi dal taglio delle tasse è stato un errore.

Il presidente di Rete Imprese Italia Marco Venturi durante l'incontro di ieri con il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan a Via XX Settembre, sede le Mef, ha detto:

"L'Italia ha l'occasione di cambiare davvero, e le piccole e medie imprese e l'impresa diffusa possono e vogliono essere partecipi e protagoniste del cambiamento. Apprezziamo la volontà del governo di superare i limiti di un'austerità eccessiva per dare maggiore impulso alla ripresa. Condividiamo il disegno generale delle proposte dell'esecutivo, ma riteniamo sia stato un errore escludere dalla riduzione Irpef tanti piccoli imprenditori e lavoratori autonomi, che andrebbero sostenuti come gli altri".

Rete Imprese Italia chiede perciò al governo:

"ulteriori atti di realismo e coraggio, con il duplice obiettivo di rilanciare la domanda nel breve periodo e di potenziare la struttura e il sistema produttivo del paese nel medio".

Le proposte per dare un valido aiuto alle imprese avanzate da Rete Italia - di cui fanno parte Cna, Casartigiani, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti - partono da una rapida adozione e attuazione della delega fiscale, verso una vera riforma del fisco, poi si chiede l'innalzamento della franchigia Irap e il dimezzamento dell'aliquota Imu sugli immobili strumentali fino alla sua abolizione. E ancora misure per il credito, con un rafforzamento dei confidi e delle modalità di accesso al Fondo di garanzia per pmi.

Sui pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese, R.E TE. spinge per uno sblocco definitivo e celere dei debiti, smaltendo quelli pregressi anche con la compensazione diretta tra debiti e crediti.

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