Moretti, ad delle Fs: “Se abbassano gli stipendi pronto ad andarmene”. Della Valle: "Pronti ad accompagnarlo"

L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato è pronto ad andarsene in caso di taglio dello stipendio

23 marzo 2014, 12.28 - Sempre sull'onda delle polemiche per le frasi dell'ad di Ferrovie Moretti, anche il diretto concorrente di Trenitalia Diego Della Valle, che con il suo Nuovo Trasporto Viaggiatori non naviga esattamente in buone acque, ha tenuto a dire la sua, rispondendo così alle frasi dell'amministratore delegato:

"Se Moretti avesse il coraggio e la dignità di andarsene, troverebbe milioni di italiani pronti ad accompagnarlo a casa: sono tutti i viaggiatori costretti a viaggiare con tanti disagi sui treni delle ferrovie Italiane, costretti a subire ritardi ingiustificati, a viaggiare su treni vecchi, ad usare stazioni decrepite e poco sicure, senza nessun rispetto per la loro dignità. Spetta a loro, infatti, il diritto di giudicare come le Ferrovie dello Stato sono gestite."

L'industriale marchigiano, che su questi temi è decisamente in linea con il primo ministro Matteo Renzi, ha attaccato il diretto concorrente con toni duri, aprendo ad un scontro che probabilmente monterà ancora nelle prossime ore. Della Valle attacca la gestione di Trenitalia ed il servizio che viene offerto agli utenti, mettendosi in una posizione di scontro frontale con l'ad di Trenitalia:

"E' ora di alzare il velo sulle Ferrovie dello Stato e su Moretti, per capire perché la politica è succube di questo signore. Bisogna fare chiarezza su tutti i rapporti che intercorrono fra le Ferrovie, Moretti e i politici che,tranne qualche rara eccezione, sono completamente appiattiti su di lui, permettendogli di fare tutto quello che vuole. [...] Se vogliamo davvero cambiare l'Italia e riportare al centro dell'attenzione gli interessi ed i bisogni dei cittadini e non quelli delle vecchie corporazioni, gente come Moretti deve essere mandata a casa subito e con determinazione. Con chiarezza ed onestà, va fatto sapere ai cittadini quanto costa loro mantenere una società come le Ferrovie dello Stato e se è giusto pagare a Moretti lo stipendio che percepisce, a fronte dei servizi che fornisce a chi viaggia."

Aggiornamento 22 marzo 2014, 18.00: le parole di Moretti, non ci si sarebbe aspettati diversamente, hanno sollevato un coro di polemiche che vanno dai cittadini ai politici, passando per sindacalisti e amministratori. Tra quelli certamente più autorevoli c’è quello di Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture, che ha replicato con un secco

Credo che se un manager ha voglia di andare via è libero di trovare sul mercato chi lo assume a uno stipendio maggiore

Il segretario generale della CGIL Susanna Camusso, senza entrare troppo nel merito, ha spiegato che è senza dubbio necessario mettere un tetto agli stipendi dei manager, ma bisogna innanzitutto cominciare ad alzare i salari più bassi:

Non intendo discutere delle retribuzioni dei singoli, noto che in questi anni si è progressivamente abbassato il valore delle retribuzioni dei lavoratori e alzato quello degli alti manager e dirigenti. Bisogna ricostruire una forbice ed è più ragionevole farlo partendo dall'innalzare i bassi livelli, mi sembra la cosa migliore.

Poi, però, c’è anche chi è entrato nel merito e fa, giustamente, dell’ironia. E’ il caso di Antonio Satta dell'Ufficio di Presidenza dell'Anci:

Ho l'impressione che questa volta Moretti abbia azionato lo scambio sbagliato. Lo invito a farsi un viaggio sui tanti treni metropolitani che collegano le nostre città, per capire che la richiesta fatta da Renzi non è campata in aria. Non è certo lesa maestà chiedere ai manager da fare un 'sacrificio' per rispondere alle richieste di maggiore austerità che vengono da tante parti del Paese.

Oppure chi, come il segretario calabrese del PD Ernesto Magorno, lancia un invito a Moretti:

Per comprendere meglio il significato della parola 'sacrificio' inviterei l'amministratore delegato delle Fs ad effettuare almeno una volta un viaggio sui treni calabresi, magari in uno di quelli che ogni mattina prendono i pendolari: fatiscenti, insicuri, con corse che vengono soppresse, in alcuni casi senza alcun preavviso.

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Moretti: "Se abbassano gli stipendi pronto ad andarmene"

Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie dello Stato dal 2006, non ne vuole sapere dei tagli ai supermanager. L’uomo che guida l’ente ferroviario nazionale e che durante i terribili disagi delle nevicate 2009 consigliò ai passeggeri di portare sui treni coperte e panini, prende posizione contro i tetti agli stipendi dei manager ventilati dal premier Matteo Renzi.

E dire che appena un mese fa, nei giorni del toto-ministri qualcuno lo aveva addirittura incluso nella rosa dei possibili candidati al Governo Renzi.

L’ad Moretti (che fra i suoi innumerevoli incarichi è anche sindaco del comune di Mompeo) non ci sta a vedersi tagliare lo stipendio annuo di “soli” 850mila euro annui e mette le cose in chiaro:

Una cosa è stare sul mercato, una cosa è una scelta politica. Lo Stato può fare quello che desidera, sconterà che una buona parte di manager vada via. Questo lo deve mettere in conto.

Se l’ipotesi si concretizzasse davvero Moretti sarebbe pronto a lasciare:

Per il momento credo vogliano tagliare gli stipendi dei super-manager dello Stato io prendo 850mila euro l'anno e il mio omologo tedesco ne prende tre volte e mezza tanto. Siamo delle imprese che stanno sul mercato ed è evidente che sul mercato bisogna anche avere la possibilità di retribuire, non dico alla tedesca e nemmeno all'italiana, un minimo per poter far sì che i manager bravi rimangano ad operare là dove ci sono imprese complicate e dove c'è del rischio ogni giorno da dover prendere.



I pendolari che, durante la gestione Moretti, hanno assistito allo smantellamento delle linee locali e di un sistema ferroviario inteso come servizio pubblico avrebbero forse qualcosa da dire, vista l’incidenza delle politiche dell’ad Fs sulla quotidianità di milioni di persone costrette a viaggiare in auto, a optare per treni costosissimi oppure a rinunciare al posto di lavoro.
Secondo Moretti chi gestisce un’impresa privata che fattura cifre a nove e dieci zeri non può guadagnare meno o come un presidente della Repubblica: succede negli Stati Uniti, in Germania, in Francia e in Italia.

Moretti ha poi aggiunto che Ferrovie dello Stato

è l'unica impresa ferroviaria europea che sta migliorando i conti e ha dei conti che sono al di sopra della media.

Il problema è che il conto economico è un dato secondario per giudicare la qualità di un’azienda pubblica che, in vaste zone del Paese, ha smesso di erogare i propri servizi creando disagio sociale e impoverimento, proprio quando, in tempi di recessione, si sarebbe dovuto investire sullo spostamento dal trasporto privato a quello pubblico. Ne siamo certi: se Moretti scegliesse di dedicarsi a tempo pieno al suo incarico di sindaco, la fila degli scontenti sarebbe di certo più corta di quelle che si creano sulle banchine delle ferrovie non appena il cielo rovescia due gocce di pioggia.

Northern Italy Train Derailment Leaves Eleven Dead

Via | Repubblica

Foto © Getty Images

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