Standard e Poor's taglia il rating del Brasile

Un gradino prima del livello spazzatura. Il Pil non andrà oltre l'1,8% quest'anno e oltre il 2% il prossimo.

L'agenzia di rating internazionale Standard e Poor's taglia il giudizio sull'affidabilità finanziaria del Brasile da "BBB" a "BBB-", a un passo dal livello spazzatura (junk).

Il downgrade del merito di credito del Paese sudamericano viene spiegato da S&P con la scarsa crescita economica e per il timore relativo a un aumento della spesa e del debito pubblico.

Già dall'anno scorso il Brasile era finito nel mirino dell'agenzia che aveva paventato di rivedere al ribasso il rating:

"Il Brasile stava già perdendo credibilità"

si legge in una nota diffusa da Standard e Poor's, e il downgrade conferma il trend negativo, specie per le entrate fiscali. Dowgrade che arriva a pochi mesi dall'inizio dei mondiali di calcio nel Paese.

Secondo S&P la debolezza della crescita economica e il deficit di bilancio in espansione hanno indebolito la capacità dell'esecutivo di affrontare shock esterni.

Nell'ultimo triennio il governo ha dovuto invece fare i conti con lo stallo del settore industriale e con la scarsità di investimenti, se si escludono quelli legati alla contingenza dei mondiali. L'agenzia di rating statunitense in considerazione di tali fattori stima che il pil del Brasile non andrà oltre l'1,8% quest'anno e oltre il 2% nel 2015.

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