Riforma della PA, Napolitano: "No a tagli immotivati"

Il governo nega la volontà di procedere al licenziamento di 85.000 statali

Aggiornamento 14.15 - Continuano ad infuriare i venti di polemica e apprezzamento sulla spending review che la compagine renziana a Palazzo Chigi vorrebbe varare nel più breve tempo possibile. A dire la sua, questa mattina in visita alla sede dell'Ansa, è stato il Presidente Giorgio Napolitano:

"La Spending review dovrebbe intervenire con capacità selettiva, il che però presuppone discorsi che ancora assai poco vengono fatti. [...] Ritengo ci sia una grossissima questione: il passaggio da tagli che abbiamo conosciuto assolutamente immotivati a tagli ragionati in base a un nuovo ordine di priorità [...]"

ha chiosato Napolitano, chiedendo di tenere bene a mente "le presenze fondamentali" e, di fatto, ponendo una forte pregiudiziale sulla spending review. Niente tagli immotivati, dunque, una linea subito abbracciata dal premier Renzi, che da Scalea (Cs) si è detto in totale sintonia con Napolitano.

Riforma della PA, in forse il tavolo con i sindacati. Madia: "Assunzioni grazie ai prepensionamenti"

Il governo non ha intenzione di licenziare 85.000 dipendenti pubblici, si tratta di "un numero e una terminologia assolutamente sbagliati e distorti anche rispetto al piano Cottarelli", secondo il ministro Marianna Madia, che così ha risposto ai giornalisti che le chiedevano notizie sulla tanto attesa riforma della Pubblica Amministrazione, che rientra nella spending review avviata dal commissario Cottarelli. Le prime cifre trapelate hanno suscitato diverse preoccupazioni per l'alto numero di esuberi, e il governo è prontamente intervenuto per smentirle.

È chiaro però che la riforma non sarà indolore, anche se Madia cerca di indorare la pillola concentrandosi sugli effetti che si augura abbia il provvedimento, e cioè l'inserimento nella PA di giovani leve. Ma per far questo, bisognerà prima creare nuovi posti, e come?

L’idea sarà quella di provare ad avere uscite, anche con prepensionamenti, per aiutare i giovani a entrare nella P.A.

In forse, però, il tavolo con i sindacati, perché "abbiamo tempi molto stretti". Il governo, spiega Madia, ha chiesto ai sindacati proposte alternative al piano Cottarelli, ma comunque l'impressione è che si vada avanti anche senza il benestare delle parti sociali. Per quanto il ministro si augura che i sindacati collaborino e mettano "risorse sull’entrata di nuove energie, di ragazzi e ragazze che da troppo tempo non riescono ad entrate in modo sano nella Pubblica Amministrazione".
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