Controlli fiscali: via alle verifiche sulle grandi spese

Il tutto prepara la strada alle prime ventimila lettere inviate agli italiani "ad alto rischio evasione".

Partono oggi i controlli fiscali sulle grandi spese che sono un po' l'antipasto di quello che arriverà con le prime lettere di accertamento di chi non è stato trovato conforme ai controlli del redditometro. Le due cose sono in effetti decisamente legate, ecco perché: tra il 10 e il 30 aprile imprese e lavoratori saranno chiamati a comunicare all'Agenzia delle Entrate "tutto quello che supera la soglia dei 3.600 euro", insieme al codice fiscale di chi ha effettuato l'acquisto.

Il tutto prepara quindi il terreno alle prime ventimila lettere che il Fisco spedirà agli italiani considerati "ad alto rischio di evasione" e che sono stati messi sotto la lente d'ingrandimento del redditometro, che misura i maggiori scostamenti tra tenore di vita e redditi dichiarati. Per il momento, però, si tratta solo di mostrare quelli che sono i grandi acquisti degli italiani al Fisco. Scrive il Sole 24 Ore:

Al momento le date segnate in rosso in calendario sono due: 10 e 22 aprile (il 20 e il 21 sono giorni festivi), a seconda delle modalità delle liquidazioni Iva. Imprese, professionisti, commercianti e artigiani dovranno comunicare le cessioni di beni e servizi effettuati a cittadini privati quando l’importo è pari o superiore a 3.600 euro. Un obbligo che potenzialmente riguarda 5 milioni di partite Iva (salvo alcune eccezione come i contribuenti minimi).

Il 30 aprile invece gli operatori dovranno segnalare gli acquisti della stessa entità effettuati con bancomat o carta di credito. Meglio insomma iniziare a mettere da parte e raccogliere i dati necessari per l'anno appena trascorso e le grandi spese che si sono compiute: auto, viaggi, gioielli, ma anche elettrodomestici e mobili. Ma perché bisogna fare questo? A cosa serve?

(Gli invii) rappresentano il patrimonio di informazioni da cui il Fisco potrà effettuare i controlli sui contribuenti “ad alto rischio di evasione”. Un assist, quindi, al nuovo redditometro che proprio in questi giorni si prepara al debutto con l’invio delle “prime” 20mila lettere ai cittadini con maggiori scostamenti tra tenore di vita e redditi dichiarati (in questo caso si comincia dall’anno d’imposta 2009). Una volta arrivate alle Entrate le informazioni saranno considerate «spese certe» (come le hanno definite le circolari 24/E/2013 e 6/E/2014 sul nuovo redditometro), ossia esborsi effettivamente sostenuti e da cui quindi l’Agenzia potrà partire nella selezione dei soggetti da controllare.

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