Spesa delle famiglie: -3,5% nel secondo trimestre del 2012

Il premier Mario Monti, in visita a Sarajevo, non ha visto e non vuole commentare gli ultimi dati dell’Istat sul Pil che in effetti non hanno bisogno di troppe spiegazioni. "Lato" consumatori nel secondo trimestre del 2012 la spesa delle famiglie italiane fa registrare un calo del 3,5%.

In particolare a causa delle diminuzioni del 10,1% degli acquisti di beni durevoli, del 3,5% per quelli non durevoli e dell'1,1%  per i servizi. Più in dettaglio la spesa per macchine e attrezzature è diminuita del 3,1%, per i mezzi di trasporto del 3,8%, per gli investimenti in costruzioni dell'1,5%.

Tutto ciò si traduce in un calo dello 0,7% dei consumi finali nazionali e del 2,3% degli investimenti fissi lordi. Il nostro Prodotto interno lordo nel secondo trimestre 2012 è sceso, stima l'Istituto nazionale di statistica, dello 0,8% rispetto a tre mesi prima e del 2,6% rispetto al secondo trimestre 2011. Siamo davanti alla peggiore situazione economica dalla fine del 2009.

Tutti i settori dell’industria fanno registrare una diminuzione congiunturale del valore aggiunto: -1,9% per l'agricoltura, -1,6% per l'industria e -0,5% per i servizi. In termini tendenziali il valore aggiunto è aumentato dello 0,9% nell'agricoltura, mentre è diminuito del 6% nell'industria, del 6,5% nelle costruzioni e dell'1,1% nel settore dei servizi. In flessione anche le importazioni (-0,4%) mentre c'è un +0,2% per le esportazioni.

Foto | Flickr

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