Stipendi d'oro dei manager pubblici: indaga la Corte dei Conti

Secondo il Tg diretto da Chicco Mentana, la magistratura contabile indaga sugli stipendi d'oro dei manager statali: da Moretti (FS) a Ciucci (Anas), da Sarmi (Poste) a Conti (Enel).

La Corte dei Conti del Lazio avrebbe aperto tre diverse inchieste per vederci chiaro sugli stipendi d'oro di circa 20 manager pubblici, superiori ai 300mila euro.

L'argomento è caldissimo, dopo l'uscita dell'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti che ha minacciato di lasciare l'Italia se gli tagliano lo stipendio da 850mila euro.

A dare la notizia dei tre fascicoli che sarebbero stati aperti dalla magistratura contabile, per ora non smentita, è stato il Tg La7. Nel mirino ci sarebbero in particolare i compensi d'oro del ceo di FS, dell'ad di Enel Fulvio Conti, dell'ad e del presidente di Poste Italiane, rispettivamente Massimo Sarmi e Giovanni Ialongo, del presidente dell'Anas Pietro Ciucci, dell'ad della Cassa depositi e prestiti Giovanni Gorno Tempini e dell'amministratore unico di Enav Massimo Garbini.

I procedimenti sarebbero stati istruiti negli ultimi due mesi e mezzo. Due anni fa il governo Monti aveva stabilito per legge che nessun boiardo o manager di Stato avrebbe potuto prendere più di 302mila l'anno, tetto massimo ampiamente aggirato come raccontavamo su queste pagine qualche giorno fa. E comunque c'è da chiarire che le aziende pubbliche o a partecipazione statale quotate in Borsa di cui si sta parlando hanno un regime particolare per i compensi dei manager, gli stipendi non sono sono soggetti a tetti.

Alla inaccia di Moretti di fare le valigie e lasciare l'Italia in caso di decurtazione dello stipendio aveva prima risposto Diego della Valle ("pronti ad accompagnarlo") e poi il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi: "se vuole andarsene, è libero di farlo".

Trenitalia general manager Mauro Moretti

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