PA, nel 2012 solo il 51% con la laurea richiesta

Se si guarda alla Pubblica Amministrazione nel suo complesso, solamente il 18% degli impiegati possiede una laurea

Merito. Preparazione. Titoli. Parole sciamaniche, spesso evocate come medicinale per i malanni (tanti) che attanagliano il nostro Paese. Alcune di esse, poi, si ritrovano anche su carta, sui bandi di concorso per avere accesso ai – sempre meno – impieghi della Pubblica Amministrazione.

Dall’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni (Aran) arriva una denuncia destinata a fare parecchio rumore: sulla base di un’analisi svolta sul personale impiegatizio nel 2012, nel gruppo degli occupati per i quali è richiesta la laurea, solamente la metà (precisamente il 51%) poteva vantare, effettivamente, un titolo accademico. L’analisi sul personale impiegatizio di circa 1,2 milioni di persone evidenziava come, a pesare, fossero i criteri di anzianità e di deroghe accumulati nel tempo.

Se si esclude il comparto medico-sanitario, la PA conta 36.629 dirigenti su un milione e 260 mila impiegati, con un rapporto di un dirigente ogni 34 lavoratori. Se, invece, si esamina il complesso degli impiegati pubblici, solamente il 18% è laureato, mentre il 48% ha un diploma di istruzione secondaria e il 34% un diploma di primo grado o inferiore. Un panorama che delinea una Pa in cui troppi lavoratori hanno una bassa qualificazione professionale.

Il prepensionamento e l'ingresso dei giovani ventilato dal ministro Marianna Madia contribuirà a migliorare la situazione?

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Foto © Getty Images

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