Ignazio Visco: "Serve un cambiamento". Squinzi minimizza le critiche: "Confindustria innova"

Continua il botta e risposta a distanza tra Bankitalia e le parti sociali.

Prosegue anche oggi il botta e risposta a distanza tra il governatore di Bankitalia Ignazio Visco e le parti sociali. Ieri Visco aveva attaccato la "rigidità" delle parti sociali, includendo tanto i sindacati quanto Confindustria, e aveva spiegato che era questo atteggiamento a frenare lo sviluppo in Italia. Era arrivata a stretto giro la replica di Susanna Camusso, segretario della Cgil, che aveva detto: "Abbiamo un livello di flessibilità assolutamente straordinario, quale rigidità?", notando che in questo periodo va di moda prendersela con imprenditori e sindacati.

Più pacata la replica di Giorgio Squinzi:

Conosco molto bene il governatore anche per essere stato nel consiglio superiore di Bankitalia nel passato. Le critiche non le leggo in questo modo. Visco si è riferito a considerazioni che risalgono a Guido Carli. È anche vero che i tempi sono cambiati. La mia Confindustria sta puntando a mettere come esempio per tutto il sistema industriale italiano aziende innovative che sono competitive sul mercato globale.

Ma, non contento, oggi il governatore Visco è tornato all'attacco. Intervenendo al convegno del Csc, ha chiesto un "profondo cambiamento di imprese e lavoratori per rilanciare l'economia", e ha spiegato meglio il senso delle sue parole di ieri, e cioè che gli imprenditori devono fare la loro parte, ricapitalizzando e investendo in proprio, "Attraverso una maggiore patrimonializzazione, anche con risorse proprie".

È stato riportato, ad esempio, con grande clamore un allarme che avrei lanciato ieri. Mi sono semplicemente e con moderazione limitato a ripetere concetti espressi a lungo e da lungo tempo

Visco crisi

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