"Avanti tutta" per la tassazione unificata sulle rendite finanziarie

Rendite finanziarieRiesumato in forma più leggera rispetto al 1998, l'"equalizzatore sulle rendite" riprende la sua marcia verso l'ambizioso obiettivo di uniformare il regime fiscale su risparmio gestito (fondi comuni) e risparmio amministrato (dossier titoli, obbligazioni), caratterizzato da una natura ibrida difficilmente gestibile.

Ricordiamo a tutti i risparmiatori che, se per il risparmio amministrato vale il sistema di "realizzato", per quanto concerne i fondi comuni, invece, il nostro paese predilige il sistema del "maturato" che determina l'imposta sull'incremento di valore del patrimonio del fondo, indipendentemente dai guadagni effettivi realizzati dall'investitore.
Mettendo piede oltre confine però ci accorgiamo di come i proventi da investimento in fondi comuni siano tassati con una ritenuta a titolo di imposta del 12,5% gravante direttamente sull'investitore al momento dell'uscita dal fondo (realizzato).
Inutile dire come questa diversa regolamentazione sulle rendite abbia fortemente penalizzato il nostro sistema in termini di competitività nonchè i nostri piccoli investitori.

Un sistema di tassazione unico permetterebbe una scelta indipendente da ragioni fiscali, sostiene il Presidente della Commissione Guerra, che nel caso dell'applicazione del principio del realizzato annullerà il discrimine sulla scelta di fondi esteri rendendo l'onere di imposta equivalente ad investimenti in fondi italiani.

In questa delicata e progressiva fase di convergenza verso un sistema del "realizzato" la Commissione ministeriale mette sul piatto una soluzione che mette d'accordo anche Abi ed Assogestioni: mantenere una tassazione al momento del realizzo per i regimi di risparmio amministrato (azioni, obbligazioni), inserendo un "coefficiente di correzione" temporale all'imponibile sulla durata dell'investimento (per investimenti superiori i 12 mesi) e realizzando l'equivalenza di prelievo tra risparmio gestito (fondi comuni di investimento) ed amministrato.

A rendere la riforma impopolare è l'attuale disegno di legge all'esame della Commissione Finanze della Camera con cui si intende adottare un'aliquota unica del 20% sulle rendite finanziarie, modificando attuali aliquote:


  • al 12,5% sulle plusvalenze per titoli, obbligazioni e fondi comuni;

  • al 27% sui rendimenti dei conti correnti.

Livellando la disparità di prelievo il governo ha prospettato un incremento di gettitto pari a 1,1 miliardi (rimandiamo a questo proposito all'articolo del 22 ottobre ), a discapito di chi è ancora da verificare...

  • shares
  • +1
  • Mail