Lavoro, Poletti: lotta alle false collaborazioni

Il ministro vuole aumentare e rendere più efficaci i controlli sull’uso truffaldino delle tipologie di contratto "flessibili".

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti fa la sua dichiarazione di guerra alle cosiddette false collaborazioni, le collaborazioni a progetto e/o le partite Iva che mascherano in realtà rapporti di lavoro subordinati.

Secondo il ministro Poletti, che quando era presidente di Lega Coop era un fervente sostenitore dei contatti a tempo determinato, i "nuovi" contratti a termine da lui introdotti:

"rendono più facile il ricorso al lavoro dipendente, mettono al riparo l’imprenditore dal rischio di contenziosi e garantiscono ai lavoratori tutele come nel contratto a tempo indeterminato".

Non tutti, a cominciare dalla Cgil la pensano così sulla nuova formulazione dei contratti a tempo determinato voluta dal governo Renzi, contratti a termine senza causale per tre anni, cioè più flessibili e più precari di prima. Le imprese invece possono gioire.

Poletti ha spiegato che rafforzerà i controlli sull’uso truffaldino delle tipologie di contratto flessibili, partite Iva e co.co.pro in primis, con la finalità di superare le 19mila posizioni lavorative "riqualificate" l'anno scorso.

Ricordiamo che i contratti di lavoro a progetto erano stati rivisti dalla riforma Fornero (legge numero 92 del 2012) che ne aveva circoscritto l’utilizzo con disincentivi di tipo legislativo (relativi alle definizioni più precise del progetto e delle condizioni di praticabilità) e contributivo quale l'innalzamento delle aliquote Inps.

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