Consumi sempre al palo a febbraio: la ripresa che non c'è

Nessun miglioramento sul piano occupazionale e quindi in termini di reddito disponibile da spendere.

La ripresa? Chi l'ha vista? L'indicatore dei consumi Confcommercio (Icc) registra anche a febbraio 2014 un calo dello 0,7% su base annua e una variazione nulla su base congiunturale, cioè sul mese precedente.

Confcommercio parla di una fase di stabilizzazione dell'economia a cui non corrispondono però i necessari miglioramenti sul piano occupazionale e del reddito disponibile. Tradotto: consumi sempre al palo perché il potere d'acquisto è ridotto al lumicino. Di una ripresa dei consumi che sia in grado di far ripartire il ciclo economico non c'è ancora traccia.

La dinamica tendenziale dell'Icc del mese scorso mostra un calo dell'1% della domanda per i servizi e un calo dello 0,6% della spesa per i beni. A febbraio 2014 le variazioni positive rispetto allo stesso mese del 2013 si registrano per la spesa reale in beni e servizi per le comunicazioni (+4,3%), in beni e servizi per la mobilità (+1,4%) e in beni e servizi ricreativi (+0,4%). Le contrazioni più significative invece sono ascrivibili agli alberghi, ai pasti e alle consumazioni fuori casa (-2,1%), ai beni e ai servizi per la casa (-1,9%).

Rispetto a gennaio 2014 il dato Icc di febbraio si spiega con un incremento dello 0,2% della domanda per la componente relativa ai servizi e una variazione nulla per quella relativa ai beni. Per quel che riguarda le singole macro-funzioni di spesa, in un quadro di tendenza generale alla stabilità, solo i beni e i servizi per le comunicazioni fanno segnare un aumento apprezzabile (+0,6%). Per alimentari e bevande invece a febbraio la domanda è rimasta stabile.

Consumi in calo e pressione fiscale troppo elevata

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