Pmi servizi Italia cala a marzo a 49,5 punti, sotto le attese

Anche nell'eurozona l'indice Pmi servizi è in calo ma sopra soglia 50. Il settore vale circa il 70% del Pil italiano.

L'indice Pmi servizi in Italia scende a sorpresa a marzo a 49,5 punti dai 52,9 punti della rilevazione del mese precedente, quando aveva toccato i massimi da tre anni questa parte.

L'indagine mensile di Markit e Adaci sui direttori acquisti del variegato settore servizi conferma la fragilità della ripresina italiana e quanto sia altalenante.

50 è la soglia che separa la crescita dalla contrazione dell'attività economica, gli analisti non si aspettavano questa battuta d'arresto per il comparto prevedendo un indice in salita fino a 52,3 punti. Il settore servizi vale circa il 70% del Pil italiano.

Sempre oggi sono stati diffusi anche i dati dell'indice Pmi composito per l'eurozona che ha fatto registrare a marzo un calo a 53,1 punti, dai 53,3 di febbraio, contro una stima preliminare che indicava 53,2 punti.

In Eurolandia l'indice relativo al settore servizi il mese scorso è risultato in flessione a 52,2 punti, dai 52,6 del mese precedente. Martedì Markit-Adaci aveva già comunicato la contrazione dell'indice Pmi manifatturiero della zona euro, sceso a marzo a 53 punti da 52,2 precedente.

L'indice Pmi manifatturiero italiano invece il mese scorso è salito per il nono mese consecutivo, a 52,4 da 52,3 di febbraio, oltre il consensus degli analisti che non andava oltre 52,1 punti.

Secondo la stima diffusa stamattina da centro studi milanese Ref nel 2014 il Pil italiano dovrebbe crescere dello 0,6% e dell'1,5% nel 2015.

(Nel video di Euronews: Indici Pmi in calo nell'eurozona - ottobre 2011)

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