Istat, conti pubblici: indebitamento al 3% del Pil nel 2013

L'Istat: senza le operazioni in derivati delle amministrazioni pubbliche l'indebitamento netto del 2013 sarebbe 2,8% e non al 3% del Pil.

La spesa pubblica è risultata in calo nel 2013 grazie alla contrazione della spesa per interessi sul debito, calo che ha messo la quinta soprattutto nell'ultimo trimestre dell'anno.

Secondo quanto rende noto oggi l'Istat nel quarto trimestre 2013, le uscite totali sono diminuite rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso del 2,2%; e la loro incidenza sul prodotto interno lordo è stata del 56,7%, dal 57,9% dello stesso trimestre dell'anno precedente.

Le uscite correnti si sono contratte dello 0,1% e quelle in conto capitale del 26,5%. Escludendo la spesa per interessi (- 9,4%) le uscite correnti sono aumentate dell'1,0%.

A diminuire nel quarto trimestre sono state le entrate totali, calate dell'1,4% con un'incidenza sul Pil del 55,7%, cioè lo 0,7% in meno rispetto al corrispondente trimestre del 2012.

La pressione fiscale a carico dei contribuenti è stata pari nel quarto trimestre del 2013 (quando si concentrano tutti i pagamenti) al 51,5%, lo 0,3% in meno sullo stesso trimestre dell'anno precedente.

Complessivamente del 2013, le uscite totali sono calate dello 0,5% sul 2012 e il corrispondente rapporto rispetto al Pil è rimasto stabile al 50,6%. Le entrate totali sono invece diminuite dello 0,3%, con un'incidenza sul Pil del 47,7% pure qui stabile rispetto al 2012. La pressione fiscale è risultata pari nel 2013 al 43,8%, valore medio in flessione di 0,2 punti percentuali sull'anno precedente.

L'Istat precisa poi che senza le operazioni in derivati, l'indebitamento netto del 2013 sarebbe al 2,8% e non al 3% del Pil. Gli swap detenuti in portafoglio da Stato centrale, regioni ed enti locali hanno fatto salire insomma gli interessi passivi dello 0,2%, cioè di 3,2 miliardi di euro.

Dati Istat su disoccupazione agosto 2013

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