Il Def del governo Renzi in sintesi

Richetti (PD): "il Def non è una manovra elettorale e gli 80 euro in più non sono una mancia".

Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato il Def, Documento di economia e finanza. Ecco la sintesi delle misure adottate.

Taglio del cuneo fiscale: il governo ha tagliato le tasse ai lavoratori dipendenti che guadagnano fino a 1.500 euro netti che prenderanno da maggio 80 euro al mese in più in busta paga. Lo sgravio riguarda anche gli incapienti cioè coloro prendono meno di ottomila euro l’anno.

Anche le banche piangano (ma solo un po'): sale al 26% l’imposta sulle plusvalenze delle quote possedute dalle banche italiane in Bankitalia.

Rendite finanziarie: la tassazione cresce anche qui, con l'aliquota che passa dal 20 al 26%.

Stipendi dei manager pubblici: non potranno prendere più del presidente della Repubblica, cioè 239mila euro all'anno.

Taglio dell'Irap: l'imposta regionale sulle attività produttive a carico delle imprese verrà segata del 10% con un provvedimento "a breve".

Privatizzazioni di società a partecipazione pubblica: si fanno i nomi di giganti come Eni, StMicroelectonics, Enav, Fincantieri, Grandi Stazioni, che valgono lo 0,7% del Pil. Il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro sarà abolito come prevede il ddl di riforma costituzionale.

A proposito delle 80 euro in più in busta paga per chi prende meno di 25mila euro all'anno, stamattina il deputato Pd di fede renzian Matteo Richetti ad Agorà, su Rai3, ha rivendicato la bontà dell'operazione:


“Il Def è un’operazione che allo stesso tempo conferma gli impegni che il presidente aveva già annunciato, ma che aggiorna anche molto realisticamente lo stato del Paese ammettendo che la crescita non è quella prevista e che la disoccupazione tornerà verso il 10% in tempi non rapidissimi. Però banche e manager che già oggi mostreranno sofferenza, e la spending review, sono le due modalità con cui trovare le risorse che garantiscono i 10 miliardi per 10 milioni di italiani. Insomma, le richiesta di ridurre la spesa pubblica e fare ripartire l’economia prende forma in questo provvedimento”.

Per Richetti è sbagliato dire che il Def è una manovra elettorale e che gli 80 euro in più sono solo una mancia:

“Lasciare una quattordicesima di mille euro netti non risolve i problemi, però almeno è una inversione di tendenza”.

ha concluso il parlamentare.

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