Irpef: molto più di un'imposta!

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Parliamo di Irpef, un’imposta che non è solo un’imposta ma anche il principale strumento di giustizia economico/sociale del nostro Paese. L'Irpef interessa oltre 40 milioni di contribuenti ed è inevitabilmente il primo mezzo di redistribuzione del reddito, lo sanno bene i nostri politici che negli ultimi cinque anni vi hanno messo mano ben tre volte.

Non sempre però l'obiettivo dell'equita è proceduto di pari passo a quello della semplicità.

La nuova Irpef 2007 ridisegna la curva dell’imposizione fiscale, dal 1° gennaio: cinque aliquote; si ritorna alle detrazioni come strumento di modellamento del prelievo, si archiviano le deduzioni sulla no tax area e quelle per la family area.

Obiettivo? Limitare l’incidenza di quei casi in cui redditi non troppo distanti vengono colpiti da prelievi molto differenti. Sul Sole24Ore di oggi (in edicola) un inserto che spiega nel dettaglio tutte le novità introdotte all’Irpef dalla nuova Finanziaria.

Il tentativo di portare ad un sistema contributivo più equo però affianca ad una maggiore continuità della curva Irpef un dosaggio maggiore degli sconti.

Ne viene fuori un labirinto di formule e piccoli sconti che rischia di mandare in tilt i conteggi degli italiani e genera un risparmio d'imposta soprattutto per i redditi medio-bassi, anche se in misura limitata.

Attenzione però. Il rapporto dare-avere – avverte il Sole24Ore - non si esaurisce con l'Irpef: se gli assegni al nucleo familiare promettono di essere più consistenti, il conto delle addizionali rischia di impennarsi qualora regioni e comuni non riusciranno a tenere a freno i propri debiti.

Sebbene il Governo abbia messo l’accento sull’equità e su una maggiore redistribuzione delle risorse all’interno del nostro Paese, la vera ragione della nuova manovra Irpef 2007 sembra quella di mantenere gli impegni elettorali e di ridurre il cuneo fiscale per rilanciare l'economia. In questo caso allora sarebbe fuorviante parlare di equità, ma andrebbe introdotto invece il concetto di efficienza: la riduzione dell'Irpef insomma si è rivelata l'unica via percorribile per ridurre il cuneo fiscale senza toccare le pensioni.

Alla fine della fiera comunque un po’ di equità ci dovrebbe essere in questa Finanziaria se in essa è prevista un’operazione redistributiva dai contribuenti con più alto reddito verso quelli medio-bassi.

In realtà - secondo il quotidiano di Confindustria - per la maggioranza delle famiglie poco cambia: un dipendente senza carichi familiari con un reddito netto al mese di 1.600 euro ne risparmia 5 al mese. Uno con un reddito di 1.200 sette. A partire da 2.200 al mese l'imposizione aumenta. Per i pensionati senza coniuge a carico lo sconto non supera i 12 euro al mese, 16 euro per chi ha più di 75 anni.

Va meglio invece a chi ha dei figli a carico: se consideriamo anche il maggiore il assegno familiare, con 1.500 euro mensili netti e un figlio si risparmiano fino a 40 euro al mese.

Se prendiamo atto che i poveri (redditi bassi) non pagano l'Irpef e che i pensionati ottengono sconti ridotti, l'impatto va tutto a vantaggio della classe media (secondo i dati ISTAT: quella con il reddito disponibile mensile familiare 2.400 euro).

Insomma raffrontando le nuove aliquote con le vecchie osserviamo emergere un aggravio di tassazione ai danni dei redditi medio-alti (con detrazioni di imposta decrescenti all'aumentare del reddito) a favore delle famiglie con reddito medio-basso e figli a carico.

Un'altra forte distinzione rispetto alla scorsa legislatura è la mancanza di una clausola di salvaguardia per tutelare e proteggere i contribuenti da un maggiore aggravio in seguito all'introduzione della nuova curva di prelievo fiscale.

Meccanismo quello della clausola che è sempre stato previsto nelle precedenti revisioni dell'Irpef: anche la finanziaria 2003 (confermata per il 2005) prevedeva che il contribuente potesse scegliere, in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, la normativa previgente quando a lui più favorevole, fornendo in tal modo una legittima scappatoia.

Ci si chiede ora se il confronto ora verrà operato a monte direttamente dall'Amministrazione finanziaria.

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