BCE: politica monetaria accomodante a lungo, rischi da bassa inflazione

La Bce si riserva di adoperare "strumenti non convenzionali" se l'inflazione della zona euro dovesse rimanere bassa nel medio periodo.

Il consiglio direttivo della Banca centrale europea nel suo bollettino mensile diffuso oggi spiega di essere:

"fermamente determinato a mantenere un elevato grado di accomodamento della politica monetaria e a intervenire con prontezza, se necessario".

E quel "se necessario" che fa la differenza tra chi (Fmi ad esempio) evoca a gran voce un allentamento monetario non convenzionale da parte della Bce (stile quantitative easing della Federal Reserve) e chi (il board dell'Eurotower) non intende, almeno per ora, iniettare liquidità sui mercati tramite l'acquisto di titoli di Stato.

La Bce non esclude un ulteriore allentamento della politica monetaria (oggi i tassi sono già al minimo storico dello 0,25%) ribadendo di essere pronta a tagliare ancora i tassi di interesse di riferimento su livelli inferiori a quelli attuali. I tassi rimarranno comunque su questi valori per un prolungato periodo di tempo in base alle prospettive di un'inflazione nel complesso contenuta nell'eurozona anche nel medio termine e di una generale debolezza dell’economia.

Secondo Jens Weidmann, presidente della Bundesbank nonché membro "falco" del consiglio direttivo della Banca centrale europea, il rischio deflazione per Eurolandia sarebbe piuttosto limitato, quindi intervenire con misure di politica monetaria espansiva non convenzionale non è necessario:


"Mario Draghi (presidente della Bce, ndr) è stato chiaro su questo punto nell'ultima conferenza stampa Noi crediamo che i rischi di deflazione siano piuttosto limitati, con le nostre stime che parlano di una graduale risalita dei prezzi".

L'istituto centrale europeo si riserva di adoperare "strumenti non convenzionali" solo se l'inflazione della zona euro dovesse rimanere troppo bassa nel medio-lungo periodo a fronte di aspettative che tracciano però un graduale aumento dell'indice generale dei prezzi al consumo.

Mario Draghi

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