Fisco, Confesercenti: è una zavorra. Rinviato debutto del nuovo Redditometro

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La pressione fiscale in Italia è sempre più insostenibile per imprese e famiglie. A dirlo è il presidente di Confesercenti Marco Venturi che fornisce numeri e dati durante l’annuale Meeting della confederazione a Perugia.  Sono 40 i miliardi di maggiori entrate per l’anno in corso,  51 quelli previsti per il 2013 e 52 nel 2014, per un totale di 143 miliardi in 3 anni.

Secondo Confesercenti per garantire alle imprese condizioni di crescita attuale e futura bisogna ridurre l’impressionante pressione fiscale, analizzare a fondo le cause che hanno provocato ritardi nella competitività, difficoltà di accesso al credito, ostacoli di natura burocratica, condizionamenti delle mafie, arretratezze infrastrutturali nel Sud e nel settore turistico.

Solo allora sarà possibile raggiungere l’auspicata intesa sulla produttività fra imprese e sindacati anche per valorizzare quei settori che potenzialmente possono dare molto di più: commercio, turismo, innovazione.

Inoltre - ha continuato Venturi -  serve più coraggio nel tagliare la spesa pubblica (ancora?) e ridurre il peso del fisco. Confesercenti chiede quindi al governo un tavolo di confronto sulla delega fiscale. E sul fronte lotta all’evasione è stato ancora rinviato il debutto del nuovo Redditometro, un software che incrocierà dati e spese a caccia di potenziali evasori. Vediamo come dovrebbe funzionare.

Lo strumento prende in considerazione 11 tipi di nuclei familiari  e  un centinaio di voci di spesa, articolate in sette categorie: dalla casa ai mezzi di trasporto, dalle assicurazioni agli investimenti.

Il direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, nel corso dell’audizione parlamentare di martedì scorso ha chiarito che per il nuovo strumento anti-evasione è preferibile:

“ritardare un po’ ma avere uno strumento efficace”.

Due i problemi di attendibilità non ancora risolti per lo strumento che deve stimare la capacità di spesa del cittadino-contribuente rispetto al reddito dichiarato. Il primo rinvia ai pochi gruppi omogenei ipotizzati: i valori medi individuati dal Redditometro vengono fuori da 55 cluster che dovrebbero essere rappresentativi di 41 milioni di contribuenti.

C’è poi la questione dell’asimmetria dei dati: le informazioni e i dati inseriti dal contribuente nel software potrebbero non coincidere sempre con quelli che il Fisco ha utilizzato per mettere a punto il Redditometro. Il rischio è quello di una possibile sovrastima da parte del contribuente del proprio reddito per evitare eventuali accertamenti fiscali.

Foto | © TMNews

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