Editoria, tra il 2011 ed il 2013 persi 4 milioni di lettori: solo 1 è "migrato" sul web

La crisi dell'editoria in numeri: quasi -20% tra il 2011 ed il 2013. A pagare sono i giovani, persi oltre 1600 giornalisti

Questa mattina a Roma è stato presentato il rapporto della Fieg (Federazione italiana editori e giornali) “La Stampa in Italia 2011-2013”, che illustra i dati più recenti del mercato editoriale italiano: un mercato non florido, particolarmente negativo per l'editoria cartacea nonostante promesse ed accordi con i vari governi che si succedono ininterrottamente da diversi anni.

Nel 2013, si legge nel rapporto, il fatturato pubblicitario dei quotidiani è sceso in maniera piuttosto netta, del 19,4%. La caduta stimabile dei ricavi editoriali è dell'11,1%, solo in parte attenuata dalla maggiore tenuta dei ricavi da vendita delle copie (-6,5%), grazie agli incrementi di prezzo intervenuti nell'anno.

In termini di lettori, che sono poi gli "utilizzatori finali" del mercato con cui il mondo dell'editoria si deve confrontare, dal 2011 i quotidiani italiani hanno perso ben 4 milioni di lettori, solo in parte "recuperati" sul web, che ha visto un incremento di circa 1 milione di lettori. I siti web delle stesse testate quotidiane hanno compiuto un balzo notevole salendo da 2,7 a 3,7 milioni, vale a dire un milione in più di lettori sul web, con un incremento cumulato del 36,2%.

Il paradosso dei lettori è quantomeno incredibile: circa 19,5 milioni nel 2001, sono saliti a oltre 24,9 milioni a fine 2011 per cominciare un lento ed inesorabile declino che sembra impossibile da tamponare; la stampa periodica registra anch'essa un calo netto, anche se meno marcato rispetto ai quotidiani, segno questo di ciò che cercano i lettori: approfondimento e specializzazione, qualità che sui quotidiani negli ultimi tempi sono più che marginalizzati decisamente assenti.

"Nell'ultimo mese del 2013 e nella prima parte di quest'anno si sono manifestati segnali di ripresa nel quadro economico del paese [...] che continuerà ad essere trainata dalla componente estera della domanda globale e, in misura più limitata, da quella interna alla cui evoluzione sono legati i consumi di carta stampata. [...] La ripresa che s'intravede avrà dunque un impatto assai limitato sull'editoria giornalistica, i cui problemi sono allo stesso tempo strutturali e congiunturali."

si legge nel rapporto.

Ovviamente, a pagare le crisi del settore sono coloro i quali nel settore ci lavorano sporcandosi le mani: tra il 2009 e il 2013 il numero dei giornalisti fuoriuscito dal settore dell’editoria giornalistica è stato di 1.662 unità, di cui 887 nell’area dei quotidiani e 638 in quella dei periodici. Un ridimensionamento che prosegue imperterrito dal 2000 e che ha minato non solo la qualità dell'informazione italiana, ma anche la libertà della stessa, negando ai lettori quel ventaglio di idee, posizioni e punti di vista sui fatti che rappresentano la libertà di stampa in un mercato di libera concorrenza. Sempre più spesso capita infatti di vedere la stessa firma "autorevole", magari lo stesso giorno, su due o tre quotidiani diversi:

"L’aspetto preoccupante è che questo esodo ha colpito con particolare forza quanti dovrebbero garantire il ricambio generazionale all’interno delle imprese."

scrive la Fieg nel rapporto.

La soluzione per questa emorragia di libertà, cultura e denari? Secondo Giulio Anselmi, presidente della Fieg, è lo Stato a doversi fare carico di parte della crisi del sistema:

"L’intesa col precedente governo per un aiuto all’editoria giornalistica per superare l’emergenza congiunturale e sostenere il passaggio all’era della multimedialità non deve restare allo stadio delle buone intenzioni. [...] La legge di stabilità 2014 con il ‘Fondo straordinario per gli interventi di sostegno all’editoria’ ha stanziato 120 milioni di euro in tre anni (2014-2016) volti ad incentivare gli investimenti delle imprese editoriali in innovazione tecnologica e digitale, l’ingresso di giovani professionisti nel campo dei nuovi media e a sostenere le ristrutturazioni aziendali e gli ammortizzatori sociali. Ma il decreto attuativo che doveva essere emanato entro il 31 marzo scorso non ha visto ancora la luce, mentre il Commissario straordinario per la revisione della spesa ha inserito questi fondi tra i ‘trasferimenti aggredibili’. La speranza è che il maldestro proposito di aggredire i fondi per l’editoria rientri tra le proposte di revisione della spesa che il premier Renzi ha manifestato l’intenzione di disattendere."

I cosiddetti "nativi digitali", tra cui Blogo.it, sono le testate che invece registrano incrementi costanti di lettori, segno che la qualità dell'informazione, unita a contenuti originali ad ampio spettro, e la specializzazione (con le decine di blog verticali che arricchiscono la testata Blogo), sono un aspetto ricercato dai lettori moderni, sempre più esigenti e proattivi in merito all'informazione che ricevono.

Dati Audiweb informazione online in Italia - dicembre 2013

1. La Repubblica 1.225.367
2. Corriere della Sera 926.839
3. La Gazzetta dello Sport 529.317
4. Blogo.it 422.865
5. Quotidiano.net 367.583
6. La Stampa.it 324.617
7. Il Sole 24 ORE 310.257
8. Nanopress 306.301
9. Il Fatto Quotidiano 280.689
10. Citynews 263.619
11. ANSA 250.912
12. Il Messaggero 250.566
13. Quotidiani Espresso 236.700
14. Lettera43 232.737
15. Fanpag 205.626
16. Il Giornale 156409
17. Corriere dello Sport 153.194
18. Il Post 146.008
19. Libero Quotidiano 143.035
20. Dailymotion 131.990

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