La riforma della PA: stipendi tagliati ai dirigenti e staffetta generazionale

Anche mobilità e retribuzioni legate al merito: i punti cardine della riforma Madia.

La riforma della Pubblica Amministrazione messa a punto dal ministro Marianna Madia dovrebbe essere esaminata in Consiglio dei ministri questa settimana e secondo quanto riporta stamattina il Corriere della Sera assumerà la forma di un decreto o di un disegno di legge delega.

I punti principali della riforma saranno: incarichi a tempo, mobilità interna e retribuzioni legate al merito, stipendi dei dirigenti in testa, la cui parte variabile verrebbe rivista.

Ma si torna a parlare anche di staffetta generazionale con il prepensionamento dei dipendenti più anziani, specie tra i 280.000 dirigenti in modo da fare spazio ai giovani.

E per i dirigenti pubblici oltre a calare la mannaia dei tagli di stipendio, sarà la fine della postazione fissa di lavoro oltre un determinato tempo. Nessuno dovrà rimanere nello stesso ufficio a ricoprire lo stesso ruolo per troppo tempo, gli incarichi saranno temporanei e conferiti
in base a interpelli accessibili all'intero ruolo unico.

Per quei dirigenti che poi durante la carriera dovessero rimanere senza incarico ci sarebbe sempre la possibilità di cercare un impiego nel privato, mantenendo la possibilità di rientrare nel settore pubblico con un successivo interpello.

La pubblica amministrazione conserverà la facoltà di reclutare a termine professionalità esterne, cosa che in tempi di spending review suona come un controsenso. Per le retribuzioni dei dirigenti non sono previsti tagli lineari ma la ridefinizione della parte variabile che verrebbe collegata, e questa è una novità assoluta, alla prestazione del servizio di appartenenza e del Paese in modo da non erogare premi a pioggia.

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