Bce: la frammentazione finanziaria dell'eurozona resta elevata

Permangono le forti differenze tra i mercati finanziari europei.

Secondo il report della Banca centrale europea e della Commissione dell'Ue diffuso oggi la frammentazione finanziaria rimane elevata nell'eurozona anche se ci sono da registrare miglioramenti che:

"riflettono la fine del rischio di ridenominazione legato a una possibile disgregazione dell'eurozona"

Per rischio di ridenominazione si intende l'uscita dall'euro dei Paesi costretti dalla condizioni macroeconomiche e di finanza a reintrodurre la moneta nazionale.

Il rapporto annuale sull'integrazione finanziaria spiega che:

"La ripresa nell'integrazione finanziaria iniziata a metà 2012 prosegue in gran parte dei segmenti di mercato nel 2014".

La questione al centro del rapporto è che le differenze tra i mercati finanziari europei sono rimaste sostanziali rispetto all'inizio della crisi nonostante siano state adottate misure senza precedenti per favorire la maggiore integrazione possibile:


"Un ritorno a più alti livelli di integrazione finanziaria non può essere dato per scontato e richiede azioni nel breve termine, specialmente la realizzazione dell'unione bancaria e, a livello nazionale, di riforme strutturali. Guardando avanti la Bce continuerà ad analizzare come catalizzare le recenti iniziative delle istituzioni europee per migliorare le condizioni di finanziamento"

del sistema monetario europeo. Il report sottolinea ancora che si deve intervenire di nuovo e con più risolutezza su corporate bond e mercati bancari perché tuttora sussistono differenza abissali dei tassi di prestiti bancari tra i Paesi di Eurolandia, specie per le piccole e medie imprese.

report annuale mercati BCE

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