Non versa l'Iva a causa della crisi: assolto

La sentenza numero 1809/2014 emessa dal tribunale di Milano: non c'è dolo quindi non c'è reato.

La contestazione del reato di omesso versamento dell’Iva deve tenere conto dell’illiquidità dovuta a circostanze eccezionali non prevedibili, a causa della crisi, e quindi non colpose.

Inoltre la netta contrazione delle linee di credito causate della segnalazione sbagliata della banca e il rinvio dei termini di pagamento dei clienti in difficoltà per la crisi economica escludono la sussistenza del dolo, della volontà, che è requisito necessario per punire il reato; la condotta materiale in questo caso non è infatti basata su una scelta libera e consapevole.

Così ha stabilito la sentenza numero 1809/2014 emessa dal tribunale di Milano il 17 aprile scorso, di cui dà notizia Italia Oggi. La sentenza ha decretato l’assoluzione del legale rappresentate di una società: il fatto non costituisce reato.


Sono lieto che la pronunzia del tribunale ambrosiano, attesa la grave crisi economica ancora in atto, ha ritenuto non colpevole l’imprenditore che, in presenza di eventi eccezionali e non causati dallo stesso, prediliga la tutela dei dipendenti rispetto alle pur legittime ragioni del fisco

ha commentato Paolo Grasso, legale dell’uomo.

L’imputato non aveva versato l’Iva per il 2008, pari a di 320.458 euro. Ricordiamo che la normativa prevista dal 10-ter del dlgs 74/2000 prevede la reclusione da sei mesi a due anni per chi non versa l’Iva sulla base della dichiarazione annuale entro il termine di versamento dell’acconto relativo al periodo di imposta successivo, se l’importo nel periodo d’imposta in questione è superiore a 50.000 euro.

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