Le tariffe sociali elettriche rinascono a miglior vita con il disagiometro

Tariffe Sociali Elettriche Le famiglie italiane raccoglieranno i frutti del disegno di legge sulle liberalizzazioni energetiche a partire da luglio con l'apertura del settore elettrico ad un sistema di libero mercato a prezzi competitivi. Se dal 1 luglio saremo liberi di scegliere arbitrariamente il gestore elettrico, l'Autorità per l'Energia ci allerta con un comunicato sulle principali novità tariffarie introdotte. Se da un lato il rpovvedimento propende per una migliore equità sociale, dall'altro sono preventivati rincari assicurati, anche se in lieve misura, sulle bollette di luce e gas, vediamo perchè.

La nuova bolletta

2 le tariffe principali attualmente applicate ai consumi domestici:


  • la prima (denominata "D2"), che viene offerta ai clienti residenti con potenza impegnata fino a 3 kW; essa garantisce - ad una categoria di utenti con consumi medio-bassi - una tutela generalizzata non basata sulla presenza di un effettivo stato di bisogno;

  • la seconda (denominata "D3") è offerta alla restante parte della clientela ed è calcolata per prevedere il recupero dei minori oneri garantiti agli utenti domestici tutelati.

Con l'approvazione definitiva del disegno di Legge Bersani scomparirà l'attuale ripartizione tra tariffa D2 e D3 a favore di una bolletta unica per tutti e trasparente, improntata a tre criteri guida:


  • la coerenza con la copertura dei costi di servizio;

  • l'eliminazione delle attuali "distorsioni";

  • l'adozione di una politica disincentivante gli ingiustificati consumi attraverso il meccanismo della "progressività tariffaria (rectius del prezzo) all'aumento dei consumi".

Il nuovo prezzo dell'energia sarà determinato da tre voci di spesa: se una parte andrà a coprire i costi relativi all'acquisto dell'energia, un'altra componente verrà dedicata ai costi di trasporto mentre una quota definita "marginale" sarà a copertura dei consumi effettivi.

Le Tariffe Sociali

Un significativo ritocco sarà apportato alla definizione e al calcolo delle così dette "tariffe sociali", attualmente calcolate a vantaggio dei bassi consumi energetici in maniera assolutamente indipendente da indicatori di natura sociale.
L'equazione basso consumo/disagio non corrisponde dunque a verità, prova ne siano i consumi (elevati) di una famiglia numerosa benché disagiata, o a contrario, i bassissimi consumi di un giovane professionista, single, che consuma poco perché vive poco in casa e con bassa richiesta di energia.

Per l'accertamento della situazione di disagio predetta si parla, già da tempo, di assumere come indicatore di riferimento l'ISEE (Indicatore di Situazione Economica Equivalente) adattandolo alla specificità dei consumi elettrici al fine di stabilire annualmente quote di energia gratuita "quantificate ed aggiornate annualmente anche in base al numero di componenti della famiglia". Il Governo sembra però più propenso all'adozione di un sistema di tutela basato su meccanismi agevolativi. Verrà probabilmente varato il così detto "disagiometro", calcolato sulla scorta delle reali condizioni economiche dei nuclei famigliari in maniera proporzionale al numero di componenti e alla presenza di situazioni di disagio economico e sanitario.

Invitiamo i lettori a consultare il documento di consultazione dell'AEEG, che passerà al vaglio della seconda consulta il 20 di febbraio.

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