Elezioni europee 2014: la politica economica secondo L'Altra Europa con Tsipras

Il "new deal" europeo proposto dalla Lista Tsipras. Stop alle politiche di austerità. Come l'Europa dovrebbe essere secondo la Sinistra europea.

L’Altra Europa con Tsipras si presenta come il raggruppamento politico più di sinistra tra le forze d’area che si presentano alle elezioni europee del 22-25 maggio 2014. Se qualcuno non conosceva ancora L’Altra Europa, per i meno politicamente interessati, ci ha pensato la recentissima foto in bikini su Facebook di Paola Bacchiddu - responsabile della comunicazione della lista - ad attirare l’attenzione.

La formazione politica prende il nome del suo fondatore Alexis Tsipras, politico greco, leader in patria di Syriza, partito di sinistra radicale che, dopo l’austerità imposta al paese, nel 2012 è diventato il secondo partito ellenico. Tsipras, 39 anni, sarà dunque il candidato della Sinistra europea alla Presidenza della Commissione dell’Ue.

La proposta di politica economica de L’Altra Europa mira a un radicale cambiamento con la creazione di un fronte politico di vera sinistra che si oppone alle politiche di austerità imposte agli stati periferici dell’eurozona dalla cosiddetta troika (Ue, Bce, Fmi).

Politiche che hanno avuto pesantissime conseguenze sul piano sociale e contribuito a portare quei paesi in deflazione, o sull'orlo di essa. Deflazione giudicata come male assoluto per la ripresa dal Fondo monetario internazionale che ha più volte invitato la Banca centrale europea a intervenire con un allentamento quantitativo.



Il New Deal europeo di Tsipras

La politica economica della lista è contenuta in 10 punti e ha due macro-obiettivi: fine dell'austerity e riduzione del debito pubblico dell'eurozona. Serve creare le condizioni per una Unione europea che attui misure in grado di aiutare davvero le piccole e medie imprese a ottenere linee di credito, una Ue che combatta la drastica riduzione dei prestiti e che aggredisca la disoccupazione usando i fondi strutturali per creare concrete possibilità di lavoro.


Nel dettaglio:



    - L'immediata fine dell'austerità.

    - Un New Deal Europeo con l’Europa che dovrebbe prendere in prestito denaro a basso interesse per finanziare un programma di ricostruzione economica focalizzato sull’impiego, sulla tecnologia e sull’infrastruttura.

    -L’espansione dei prestiti alle piccole e medie impresa.

    - Lotta senza quartiere alla disoccupazione. L’Europa non dovrebbe perdere tempo, dovrebbe mobilitarsi e ridirigere i Fondi Strutturali per creare significative possibilità d’impiego per i cittadini. Laddove i limiti fiscali degli stati membri sono stretti, i contributi nazionali dovrebbero essere azzerati.

    - Sospensione del nuovo sistema fiscale europeo. L’Europa necessita di un sistema fiscale che assicuri la responsabilità fiscale sul medio termine e allo stesso tempo permetta agli Stati che ne fanno parte di usare lo stimolo fiscale durante le fasi di recessione.

    - Una vera banca europea che possa prestare denaro come ultima risorsa per gli Stati membri e non solo alle banche.

    - Aggiustamento macroeconomico. I paesi in surplus economico devono lavorare come i paesi in deficit per correggere il bilanciamento macroeconomico all’interno dell’Europa.

    - Una Conferenza del debito europeo.

    - Un atto Glass-Steagall (anti speculazione) europeo con l'obiettivo di dividere le attività commerciali e gli investimenti bancari prevenendo la loro unificazione in un’entità non controllabile.

    - Una legislazione europea effettiva che si occupi di far pagare le tasse all’economia e alle attività imprenditoriali offshore.

In Italia, dove si vota il 23 maggio, trai sostenitori della Lista Tsipras c'è Sel (Sinistra Ecologia e Libertà) di Nichi Vendola, ma anche Rifondazione Comunista, i Verdi del Sudtirolo-Alto Adige e Azione Civile dell'ex magistrato Antonio Ingroia.

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