BTP: rendimento titolo decennale ai minimi dalla nascita dell'euro, sotto il 3%

La rottura della soglia di "supporto" del 3% potrebbe scatenare una dinamica virtuosa di ulteriori acquisti sui titoli italiani e cali dei tassi.

Il rendimento del BTp decennale italiano conferma stamattina un nuovo minimo dall'introduzione dell'euro. Sensibile più dei mercati azionari al clima politico-istituzionale il differenziale tra il Btp 10 anni e il Bund tedesco equivalente dà il polso della fiducia nei nostri titoli di Stato, quindi nella capacità dell'Italia di far fronte ai propri impegni finanziari di medio-lungo periodo.

Ieri il tasso del decennale è sceso sotto la soglia del 3% per la prima volta da quando c'è la moneta unica europea. E se la fiducia degli investitori verso i titoli del nostro debito pubblico sale, gli interessi che il Tesoro deve pagare sugli stessi scendono. Con beneficio per le assetate casse statali.

Dopo aver aperto al 3%, poco prima delle 10 il tasso del titolo a 10 anni si è attestato al 2,984%, praticamente invariato sulla chiusura di ieri.

La rottura di questa soglia psicologica del 3%, per la prima volta in assoluto, di questo "supporto", per dirla in gergo tecnico, secondo gli analisti potrebbe scatenare una dinamica virtuosa di ulteriori acquisti sui titoli italiani e ulteriori cali dei tassi.

Lo spread Btp-Bund decennali si attesta stamattina a 154 punti base, un punto in meno rispetto alla chiusura di ieri, a 155 punti. Nella seduta di martedì 6 maggio il differenziale aveva toccato 152 punti, ai minimi da maggio 2011. Sembra lontanissimo marzo 2013, quando lo spread volava sui 335 punti (sotto l'incedere delle crisi cipriota) ma anche maggio 2013, quando il differenziale che aveva ripiegato in area 250 punti.

Aste Btp  2014

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