Resuscita la tassa di successione

Tassa di successione L'eredità bisogna guadagnarsela!
La nuova Finanziaria non sembra infatti concedere sconti in fatto di successioni e donazioni...sempre più intricata la regolamentazione e sempre meno conveniente la dipartita, questo quanto emerge dalla nuova disciplina in fatto di eredità.

Successione

Resuscita di fatto la tassa di successione, precedentemente abolita con il governo Berlusconi; Dal 3 ottobre i familiari del defunto dovranno accollarsi nuovamente l'imposta sul valore netto della massa patrimoniale. Se ad andarsene prematuramente è uno dei due coniugi si prevede una franchigia di 1.000.000 di Euro per erede (coniuge o discendente in linea retta), oltre il quale si pagherà l'imposta dovuta.
Nel caso di fratelli o sorelle la franchigia scende a 100.000 Euro e si applicherà nel caso di tutti i decessi avvenuti a partire dal 3 ottobre, mentre nel caso di un successore con invalidità la franchigia ammonta a 1.500.000 Euro.
Se nel patrimonio sono compresi beni immobili si applicano, come prima, le imposte ipotecarie e catastali del 3%, salvo i benefici prima casa che rimangono invariati. Vale tuttora l'esenzione completa sulle polizze vita.

Ecco in breve sintesi l'elenco dei beni del defunto soggetti ad imposta:


  • immobili;

  • obbligazioni con esclusione dei titoli di Stato (Bot, Cct, ecc..);

  • azioni e partecipazioni in società (quote di srl o società di persone) e aziende con esenzione in determinati casi;

  • quote dei fondi comuni;

  • crediti, come il saldo sul conto;

  • beni mobili (come ad esempio il mobilio e i gioielli). Come avveniva prima del 2001, si tiene conto di un valore forfetario pari al 10% dell'asse ereditario;

  • denaro.

Attenzione al calcolo della base imponibile di non sempre immediata misurazione:


  • beni immobili: si considera la rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicata per 110 (abitazione principale) o per 120 (altre case di proprietà).

  • Azioni e titoli quotati: si guarda ai listini di Borsa;

  • Partecipazioni in società non quotate e per le aziende individuali: si fa riferimento al valore del patrimonio netto (attività meno passività), senza l'avviamento.

Nel caso in cui l'eredità consista in debiti, essi vanno detratti dal valore netto del patrimonio e nel caso di immobili si dovranno pagare sempre le imposte ipotecarie e catastali (3%, senza franchigia).
Se, tra gli eredi, almeno uno si trova nella condizione per richiedere i benefici prima casa sui singoli beni, si pagano 336 euro fissi.

Le cose si complicano ulteriormente nel caso di aziende familiari, dove in linea di principio vale la regola del trasferimento gratuito a favore dei discendenti, a patto che:


  • l'oggetto della successione o donazione sia una partecipazione di controllo al capitale sociale;

  • il beneficiario del trasferimento si impegni al proseguimento dell'esercizio dell'attività o al mantenimento del controllo societario per almeno 5 anni;

  • il trasferimento avvenga tra padre e figlio o nonno e nipote (discendenza diretta).

Grandi esclusi dalle esenzioni fiscali fratelli, sorelle e coniugi che intendano subentrare nella gestione di impresa.

Donazioni

Se le nuove disposizioni in materia di successioni si applicano a partire dal 3 ottobre (con effetto retroattivo quindi), per le donazioni invece varrà la data dell'entrata in vigore della legge di conversione (29 novembre 2006).
Le aliquote variano in base al rapporto di parentela con il defunto:


  • 4% per coniuge e parenti in linea retta, come genitori-figli, nonni-nipoti. L'aliquota colpisce il patrimonio extra franchigia;

  • 6% per i fratelli e le sorelle sulla quota extra franchigia;

  • 6% per gli altri parenti fino al 4° grado (senza franchigia), come cugini, o da zii a nipoti;

  • 8% per gli altri soggetti (senza franchigia), come il convivente.

Se la donazione riguarda beni immobili si applicheranno aliquote del 2 e 1% per le imposte ipotecaria e catastale, mentre nel caso in cui il donatario richieda i benefici di acquisto di prima casa le imposte in questione saranno applicate nella misura fissa di 168 Euro. In bilico invece le donazioni così dette "indirette" in cui ci sia un contemporaneo impoverimento del disponente ed un arricchimento del beneficiario (esempio: stipula di polizze vita da parte del genitore per i figli) senza una stipula di donazione formale. In questo caso sembra rimanere in vigore la precedente normativa in materia, la quale prevede:


  • aliquote del 3, 5 e 7% (oltre la franchigia dei 350 Euro) nel caso di dichiarazione spontanea al fisco;

  • aliquota del 7% nel caso di emersione della donazione indiretta in sede di accertamento fiscale.

Penalizzate ancora una volta le coppie di fatto, ignorate non solo dalla classe politica ma anche dal Fisco, che non solo non concede alcuna franchigia per il partner ma applica un'aliquota dell'8% per successione o donazioni!! Il testamento risulta per le famiglie di fatto l'unica via possibile stanti comunque i vincoli testamentari legati alle quote di legittima degli eredi in linea retta del defunto.

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