Volere volare con il low cost

Voli low cost Mentre la nostra compagnia aerea di bandiera attraversa serie turbolenze di bilancio il rapporto Eurispes conferma come in Italia si sia registrato negli ultimi anni un crescente interesse del consumatore medio per i servizi low cost. "Il turismo - rileva il rapporto - si conferma come il più grande settore dell'e-commerce italiano con una crescita continua". Dal luglio 2003 al febbraio 2006 la percentuale di voli low cost sulle tratte interne è aumentata infatti di 11,3 punti percentuali, mentre sulle tratte europee l'incremento è stato del 10,6%. E l'Osservatorio Volagratis - riporta l'Eurispes - ha stimato che 1 su 5 dei voli degli italiani nell'estate 2006 è stato con una compagnia a basso costo" .

Pratica tutta americana quella del volo a basso costo che è piaciuta al vecchio Continente, appropriatosene intorno agli anni '90. Al momento 2 sono i giganti del low cost che si spartiscono il mercato: Ryanair ed Easyjet.
Come riescano a mantenere le tariffe così basse non è ormai più un arcano ma nozione piuttosto acquisita: non si tratta di un bieco e cinico riasparmio su motore, parti meccaniche e sicurezza in generale, bensì sapiente strategia di differenzziazione prezzi (yield management) e costante riduzione dei costi di gestione, inferiori del 50% rispetto a quelli delle compagnie aeree classiche.

Tale riduzione è possibile grazie a (v. articolo businessonline):


  • ricorso massiccio ad internet per le vendite (-10%)

  • uso di aeroporti minori che porta a pagare tasse più basse e ridurre i tempi di sosta a terra degli aerei (-15%)

  • riduzione dei servizi a bordo: unica classe di passeggeri, libera scelta dei posti a sedere, eliminazione dei pasti gratuiti a bordo (-20%)

  • razionalizzazione della manutenzione con l’uso di vettori aerei di un solo tipo (-5%)

  • razionalizzazione del personale: multiruolo attribuito ai dipendenti (-4%)

Alcuni di queste interessanti politiche di risparmio sulla gestione sono state acquisite anche dalle compagnie "high-cost" tradizionali; è il caso della modalità di acquisto dei biglietti che se in formato cartaceo aumenta il costo del biglietto!
Un divario difficilmente colmabile separa tariffe tradizionali dal low-cost sempre in cerca di nuove proposte commerciali su misura e altamente competitive: è il caso dynamic packaging con cui gli operatori online permettono al cliente di costruirsi il viaggio-vacanza su misura, scegliendo dal sito il volo, l'albergo e gli altri servizi da un pool di partner commerciali alla ricerca di margini maggiori. Una metafora analoga a quella del supermarket, dove si sceglie dallo "scaffale" (il sito) ciò che interessa e piace. Alla cassa poi si paga il prezzo totale e il cliente ignora quale sia il costo dei singoli prodotti. L'operatore che gestisce il sito riesce così ad incassare commissioni più alte e i fornitori non pubblicizzano i prezzi e gli sconti effettivamente applicati ai clienti.

In Europa a fare da battistrada al «dynamic packaging» è come sempre il Regno Unito (ricordiamo che Ryanair parte dall'Irlanda ed Easyjet dall'Inghilterra) dove nel 2004 ha fatturato tra i 108 e 162 milioni di sterline, il 2,5-3,8% del locale mercato online e nel 2007 varrà 2,4 miliardi di sterline e 35% del mercato turistico.

Non manca di regolamentare anche questo settore il decreto sulle liberalizzazioni targato Bersani che intende favorire i consumatori ponendo un freno alla pubblicità delle tariffe aree che non contengono anche in maniera esplicita l'indicazione di spese, tasse e oneri aggiuntivi.
"Sono vietate le offerte e i messaggi pubblicitari - si legge nel testo - di voli aerei recanti l'indicazione del prezzo al netto di spese, tasse e altri oneri aggiuntivi". Vietati anche i messaggi se "riferiti a un numero limitato di titoli di viaggio o a periodi di tempo delimitati o a modalità di prenotazione non chiaramente indicati nell'offerta". Questi messaggi saranno in futuro sanzionati quali pubblicità ingannevole".

A proposito di fregature sul low cost vi consigliamo di leggere le controindicazioni riportate dall'Eco di Bergamo (v. articolo), che risparmiare va bene ma non è sempre facile!

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