Elezioni Europee 2014: la politica economica secondo l'EAF

Alla guida dell'EAF c'è Marine Le Pen, leader in Francia del Fronte Nazionale.

L'Alleanza Europea per la Libertà - EAF - è l’ultima delle sei macro formazioni politiche che si presentano alle prossime elezioni europee del 22-25 maggio di cui esaminiamo il programma economico.

Si tratta di un’alleanza di destra di stampo conservatore con più o meno mascherati rigurgiti populisti e xenofobi e che trova il suo orizzonte comune nella difesa degli interessi nazionali e regionali dei singoli Stati dell’UE, nella contestazione dell’euro, nelle politiche anti-immigrazione.

La leader dell’EAF è la francese Marine Le Pen, 45 anni, europarlamentare dal 2004 e succeduta in patria al padre Jean Marie alla guida del Front National, partito di estrema destra che in occasione delle europee ha cercato di rifarsi un po’ il volto, con un’operazione di maquillage politico che ha eliminato alcune delle posizioni più scomode da sostenere per avvicinarsi alle istanze dei ceti medio-bassi colpiti dalla crisi economica.

L'EAF tuona contro lo strapotere dell’Europa dei burocrati, con un ripiegamento su temi socio-economici che sembra dare i suoi frutti nei sondaggi. In politica economica Le Pen è fautrice di un ritorno al protezionismo che difenda gli interessi dello Stato-nazione. L’EAF si auto-definisce un’alleanza attenta alla libertà nazionale e alla democrazia in opposizione al controllo sovranazionale centralizzato.

Un'unione di partiti che vigila su:

“questioni quali la libertà e la democrazia nell'UE, l'EAF non opera nel paradigma politico sinistra-destra e i suoi membri provengono da un ampio spettro politico”.

La politica economica e monetaria dell'EAF

Secondo Marine Le Pen serve un nuovo patriottismo economico. Come?

“Agendo contro l’euro. Se si svaluta del 20-30 per cento, il lavoro ritorna perché l’Europa torna competitiva. Per restituirle competitività ci sono due strade: o si agisce sulla moneta o si tagliano ancora di più i salari. Vogliamo portarli a duecento euro al mese? C’è qualcuno che pensa di farcela?”.

L'Alleanza europea per la libertà mette in guardia le giovani generazioni da quello che viene definito “mondialismo”. La globalizzazione rischia di essere una sorta di Titanic secondo Le Pen:

“Non aumentiamo consensi tra i laureati, nella classe media creativa. Il perché è semplice: sono quelli che credono ancora di poter guadagnare dalla mondializzazione. È come sul Titanic, ricorda? Finché l’acqua sommerge le cabine di terza classe quelli della prima ballano. Prima o poi anche loro capiranno che stanno per annegare”.

La ricetta per uscire dalla crisi oltre alla svalutazione dell’euro è quindi individuata a partire dalla protezione:

“per le piccole, medie e grandi imprese in Europa. In particolare per il settore agricolo"


Innanzitutto con una nuova politica dei dazi doganali contro la concorrenza sleale, per rilanciare la competitività. Solo così si può bloccare l’import di beni da paesi extra Ue con beneficio sulla domanda interna e quindi sull'economia del vecchio continente.


In tema di aiuti economici ai cosiddetti Paesi periferici dell’eurozona, o comunque in difficoltà, l’EAF è netta:

"La solidarietà all'interno dell'Unione europea non può essere un percorso a senso unico La redistribuzione da parte degli Stati membri più ricchi agli Stati che si trovano in una situazione di squilibrio finanziario non è una soluzione praticabile e serve solo a evitare, nel brevissimo termine, il crollo del sistema".

In Italia ha aderito all’EAF la Lega Nord, in Olanda il Partito per la Libertà, in Belgio il Partito della Libertà Blocco Fiammingo, in Svezia i Democratici Svedesi.

FRANCE-EU-PARLIAMENT

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