Commercio al dettaglio: a marzo crollano le vendite di cibo

Vendite di alimentari -6,8% sull'anno scorso, il dato peggiore dall'inizio delle serie storiche, nel 1995.

Gli italiani spendono e consumano sempre meno come certifica il crollo verticale delle vendite al dettaglio a marzo 2014. Se il bonus di 80 euro mensili (da maggio) per i redditi medio-bassi voluto dal governo Renzi - mancia elettorale per l'opposizione - avrà quel positivo effetto sui consumi previsto per ora non è dato sapere.

Quello che è certo effetti è che secondo l'indice calcolato dall'Istat le vendite al dettaglio nel terzo mese dell'anno fanno segnare una flessione su base annua del 3,5%.

E a soffrire particolarmente sono le vendite di cibo con un -6,8%, il dato peggiore dall'inizio delle serie storiche, nel 1995. Le vendite di prodotti non alimentari sono invece diminuite dell'1,5%.

Su base mensile, l'indice cala o 0,2% e nella media del trimestre gennaio-marzo 2014 fa registrare una flessione dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti.

Rispetto al precedente mese di febbraio, a marzo sono in calo le vendite di prodotti alimentari (-0,4%) mentre restano stabili quelle di prodotti non alimentari.

Per forma distributiva, facendo il raffronto con marzo 2013, sono in flessione sia le vendite della grande distribuzione (-5,1%), sia quelle delle imprese operanti su piccole superfici (-2,3%).

Nel primo trimestre del 2014 l'indice grezzo cala dell'1,8% sullo stesso periodo del 2013 con le vendite di prodotti alimentari che mostrano una flessione del 2,9% e quelle di prodotti non alimentari dell'1,3%.

(Nel video in alto: "La crisi entra anche al discount" - agosto 2013)

Vendite al dettaglio Istat

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