Cgia: un'impresa su cinque costretta a licenziare

Dati drammatici per l'occupazione anche dalle indagini sulla cassa integrazione

Si fanno sempre più drammatici i dati sull'occupazione in Italia. Nella sola mattinata di oggi sono arrivati i risultati di tre studi che mettono bene in evidenza come la situazione lavorativa nel nostro paese sia più che critica.

Il primo dato viene da un'indagine della Cgia di Mestre, secondo cui un'impresa su 5, più del 20% del campione intervistato, è stata costretta a licenziare per gli effetti negativi dovuti ai ritardi nei pagamenti. Si tratta di un dato, a ben vedere, inferiore a quello registrato nella maggior parte dei paesi dell'Unione, ma letto nel contesto di un paese con una disoccupazione al 13% è comunque un segnale di allarme, soprattutto visto che la causa è il mancato pagamento regolare delle imprese.

L'Italia, rileva la Cgia, è il peggiore pagatore d'Europa. La nostra PA paga le imprese a 165 giorni (+107 giorni rispetto la media Ue), mentre nei rapporti commerciali tra imprese ci vogliono 94 giorni affinché il committente saldi il proprio fornitore (+47 giorni rispetto la media Ue), e la situazione non migliora neppure nei rapporti tra privati, con 75 giorni (+41 rispetto alla media Ue. Siamo superati in questo da Bosnia, Serbia e Grecia.

E in Europa siamo agli ultimi posti anche per quanto riguarda il livello di occupazione. Dal 2008 il tasso di occupazione in Europa tra i 20 e i 64 anni scende, e l'Italia fa registrare il calo più accentuato dopo la Grecia. Secondo i dati Eurostat, l'Italia è il paese in cui l'occupazione si è maggiormente deteriorata.

Infine l'ultimo colpo arriva dalla Cgil, che rielaborando i dati Inps comunica che ad aprile sono stati 510.000 i lavoratori in cassa integrazione, con oltre 350mln di ore di Cassa integrazione nei primi 4 mesi dell'anno e una perdita di 1,3 miliardi di euro, 2.600 euro netti in meno in media per ogni lavoratore.

Disoccupazione italiana maggio 2013

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