Squinzi: "fiducia in Renzi, basta con le liturgie sindacali"

Ora servono le riforme altrimenti anche "quest'anno la crescita che vorremmo vedere non ci sarà". Il presidente degli industriali apre l'assemblea della confederazione.

Dopo la vittoria di Renzi alle europee il leader degli industriali Giorgio Squinzi suona la carica. All'apertura dell'assemblea annuale di Confindustria, a Roma, il numero uno di viale dell’Astronomia dice che questo è:

"il momento di costruire un'Italia nuova, superare le vecchie logiche, non avere paura del nuovo".

Dalla crisi:

"possiamo uscire solo decidendo ciò che da almeno due decenni non abbiamo avuto il coraggio di fare. Cambiare decidendo”.

Altrimenti, continua Squinzi:

“Anche quest'anno la crescita che vorremmo vedere non ci sarà e, assieme alla crescita, non ci sarà il lavoro".

Fiducia al premier non eletto quindi, che dopo la nuova formulazione dei contratti a termine è entrato nel cuore degli industriali, e basta con le liturgie, così le chiama Squinzi, dei sindacati.

Renzi ora ha anche un forte mandato popolare e deve fare i fatti, per le imprese si intende:

"Il mandato popolare testimonia la voglia di cambiamento che c'è nel Paese. Questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita".

Confindustria vede “incoraggianti” segnali segni di cambiamento. Ma c’è necessita di procedere con le riforme, istituzionali e non:

"ne abbiamo bisogno per ricreare lavoro, reddito, coesione sociale. Non deludeteci. Senza riforme è impossibile agganciare la crescita".

Squinzi passa poi all’attacco dei sindacati, forte della rottura tra il Pd renziano e la Cgil di Susanna Camusso:

"Confindustria non lo può accettare ancora rigidità sindacali e burocrazia”.


Bisogna invece:

"favorire la contrattazione aziendale virtuosa, che lega i salari ai risultati aziendali, privilegiare la natura dei salari, piuttosto che la loro fonte e consentire di decontribuire e detassare quello di produttività anche se nasce dall'autonoma decisione dell'imprenditore". 

E ancora serve:

"semplificare e migliorare la disciplina del contratto a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente e attrattivo per le imprese"

Ma non c'è bisogno:

"di un nuovo contratto neppure a tutele crescenti''.

Sia mai. E rivolgendosi ancora ai sindacati Squinzi aggiunge: 

"Guardiamo al mondo. Non chiudiamoci conservativamente nel nostro familiare ma ristretto orizzonte domestico. Il tempo delle eterne liturgie è trascorso".

Il ministro dello sviluppo, Federica Guidi, ex vice presidente di Confindustria, era presente stamattina e ha rassicurato la platea della confederazione: non oltre il 20 giugno il governo metterà sul tavolo un pacchetto di norme che includerà misure per i rafforzamento patrimoniale delle imprese.

Squinzi Renzi

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