Finanza personale: arriva anche in Italia il prestito peer-to-peer

prestiti p2p
La filosofia che sta alla base dell'idea è già stata collaudata con successo per film e mp3: parliamo del sistema peer-to-peer (P2P), già utilizzato da Napster in passato e ora da altri software. Nessuno però, finora, aveva pensato di applicarlo alla finanza personale.

Ci ha pensato Zopa, società inglese, che sbarca in Italia con il peer -to-peer creditizio. Nel bel Paese il nuovo peer-to-peer sarà esportato dalla New College Capital Ltd, società di asset management londinese, assieme a Nova Partners, una boutique di corporate finance di Milano. A cavalcare il credito peer to peer potrebbe essere il banchiere Maurizio P. Sella. (leggi)

Come funziona? Semplice: ci si collega ad Internet e si va alla piazza virtuale, dove si incontrano lender (prestatori) e borrower (richiedenti). Chi vuole chiedere il prestito compila un questionario che trova sul sito, dopodiché gli viene assegnato un target (A, B, C) che serve per calcolare il tasso di interesse applicato (dal 6% al 10%). Il prestito concesso può arrivare fino a un massimo di 40.000 euro da pagare in 60 rate. Chi presta il denaro - il lender - è invece in grado di garantirsi profitti del 6.75% sul capitale messo a disposizione della community. E soprattutto non rischia molto, visto che in realtà le cifre richieste in prestito vengono messe insieme utilizzando le somme di tanti banchieri virtuali, e non di uno solo.

L'idea che unisce P2P e microcredito ha raccolto già 110mila aderenti grazie al tam tam della rete.Un meccanismo semplice che nel mercato britannico, dove il sistema funziona attualmente, ha visto pochissimi casi di protesti, solo il tre per mille.

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