Ritorna la tassa di successione?

L'imposta potrebbe essere rimessa in campo da governo Renzi, anche per trovare le coperture per il bonus Irpef.

Il governo Renzi starebbe pensando al ripristino della tassa di successione; imposta che potrebbe portare nelle casse dello Stato circa 40 miliardi di euro l'anno e che permetterebbe così di chiudere una volta per tutte il discorso coperture per i tagli dell'Irpef, dell'Irap e di tutte le altre dispendiose misure per la crescita che l'esecutivo sta provando a varare.

L'indiscrezione viene da Libero e per il momento non c'è nulla di scritto, nessun testo da vagliare. Anzi, si parla di un dossier segreto custodito da alcuni pezzi da novanta del Tesoro. Un linguaggio che fa pensare a una notizia che potrebbe anche essere una semplice illazione, ma per capirci di più basterà vedere come e quando la notizia sarà eventualmente smentita.

Si tratterebbe comunque di una misura all'interno di un pacchetto più ampio che fa tornare in voga la temutissima parola "patrimoniale". Ma restiamo sulla tassa di successione: il patrimonio degli italiani vale, tra case e investimenti, "9.437 miliardi di euro: le cosiddette attività reali (immobili, terreni, gioielli) valgono 5.767 miliardi,mentre la liquidità (conti correnti e depositi bancari, azioni, bond, fondi) corrispondono a 3.670 miliardi". Secondo le stime, circa 6mila miliardi di tutti questi soldi sono nelle mani di persone tra i 50 e gli 85 anni, e che quindi nell'arco di trent'anni potrebbe lasciare tutto ai loro ereditieri.

E quindi "con una aliquota al 20% sulle eredità, magari con una franchigia fino a 100 mila euro, lo Stato potrebbe incassare 1.200 miliardi in 30 anni, vale a dire 40 miliardi l’anno". Cifre importanti, soprattutto in un momento in cui il nodo delle coperture non è ancora stato risolto e mentre l'Europa inizia a fare pressioni perché vede a rischio i nostri conti pubblici.

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