Anatocismo bancario: la norma stralciata dal Dl competitività

Con il parere favorevole del governo, l'articolo contestato sparisce dal Dl


24 luglio Nuovo capitolo, e si spera ultimo, della telenovela sull'anatocismo bancario, ovvero la norma che consente alle banche di applicare gli interessi sugli interessi. Nonostante l'anatocismo sia stato ritenuto illegittimo già dieci anni fa, i governi sono sempre riusciti a reintrodurlo in un modo o nell'altro. Non ultimo il governo Renzi, con il Dl competitività.

Ma nell'ultima stesura del Dl, che ha ricevuto il via libera dalle Commissioni Ambiente e Industria del Senato, il famigerato Articolo 31 sull'anatocismo è stato stralciato con il parere favorevole del governo. Decisiva probabilmente la posizione di una parte del Pd, che aveva annunciato la presentazione di centinaia di emendamenti per l'abrogazione della norma.

29 giugno - L'Adusbef denuncia: il governo ha reintrodotto l'anatocismo bancario


L’anatocismo bancario, su queste pagine, non ha certo bisogno di presentazioni, e i per i cittadini era soltanto un brutto ricordo, condannato definitivamente come illegittimo con la storica sentenza della Corte Suprema del 4 ottobre 2004, dopo decine di sentenze di tribunali e della Corte di Cassazione.

Nel corso degli anni tanti Governi - D’Alema, Amato, Belusconi, Monti e Letta - hanno provato a reintrodurlo, ma i ricorsi presentati dalle associazioni a tutela dei cittadini sono sempre riusciti a bloccarlo.

L’arrivo del Governo Renzi non ha fatto eccezione e questa pratica delle banche, consistente nel calcolo degli interessi sugli interessi a debito dei clienti, è tornata, reintrodotta col decreto pubblicato il 25 giugno scorso (il n. 91/14) denominato, beffa delle beffe, “Disposizioni urgenti per il rilancio e lo sviluppo delle imprese”.

La denuncia arriva dall’Adusbef, l'Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari, che per oltre 20 anni si è battuta per i diritti dei consumatori contro questa pratica di capitalizzazione degli interessi su un capitale:

Nelle misure per la ‘crescita economica’ del D.L. n.91, appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come tutti i governi che lo hanno preceduto dal 1999, il Governo di Matteo Renzi non poteva sottrarsi al ruolo di fedele cameriere dei banchieri con la reintroduzione dell’anatocismo bancario, cancellato dal decine di sentenze di Cassazione negli anni novanta e perfino dalla Corte Costituzionale, per consentire la ‘Crescita’ degli interessi – spesso usurari- delle banche, a danno di consumatori, piccole e medie imprese e delle famiglie già strozzate da tassi di interessi molto elevati e ben superiori alla media UE.

Rispetto al passato, stavolta viene stabilito che il calcolo degli interessi sugli interessi potrà avvenire soltanto ogni anno, e non ogni tre mesi. Inutile dire che l’Adusbef ha già annunciato un ricorso e, visti i precedenti, ci sono tutti i presupposti per una nuova vittoria.

A confermarlo è Elio Lannutti, presidente dell’associazione:

Con gli strumenti usuali del diritto e della legalità sanciti dalla Costituzione, calpestati dai Governi di turno, che sembrano anche perseguitati da avverse fortune quando, per favorire gli esclusivi interessi dei banchieri premiano le stesse banche per aver strozzato e saccheggiato ogni giorno famiglie ed imprese, anche stavolta Adusbef ritiene di avere ottime ragioni giuridiche e morali, per smontare i sofismi giuridici che reintroducono l’anatocismo usurario nei contratti bancari, per stringere ancora di più il cappio al collo delle famiglie e piccole e medie imprese già strangolate ed asfissiate.

Chi la spunterà stavolta? Il Governo di turno, Renzi in questo caso, o ancora una volta le associazioni dei consumatori, forti di tutti i trascorsi giudiziari e le decine di sentenze? Se la storia si ripete, conosciamo già la risposta.

ITALY-POLITICS-ECONOMY

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