L'Inps chiude il 2013 in rosso di 9,9 miliardi

Dall'istituto precisano: "la sostenibilità del sistema pensionistico non è a rischio".

Conti in rosso per l'istituto di previdenza sociale. Il bilancio dell'Inps per l'anno 2013 mostra nella gestione finanziaria di competenza un saldo negativo di 9,9 miliardi di euro, niente di nuovo sotto sole in realtà, del buco si sapeva e dall'istituto erano arrivate copiose le rassicurazioni: le pensioni degli italiani non sono a rischio, come anche oggi:

"non è a rischio la sostenibilità del sistema pensionistico".

Fatto sta che che all'appello mancano 10 mld, una voragine, che l'Inps imputa in larga parte alla fusione di Inps e Inpdap e quindi alla gestione dei lavoratori pubblici ex Inpdap.

La relazione annuale dell'Inps evidenzia che il flusso finanziario complessivo nel 2013 è stato pari a 803,5 miliardi di euro - la somma tra le entrate pari a 396,8 miliardi e le uscite pari a 406,7 miliardi - valore che supera la metà del Pil del Belpaese. La situazione patrimoniale a fine esercizio 2013, dato di preconsuntivo, rileva per l'Inps un patrimonio netto di 7,5 miliardi di euro.

Valore che è in netto miglioramento, si legge nella relazione, tenuto conto che la legge di stabilità 2014 prevede che le anticipazioni di bilancio negli esercizi pregressi al 2012, per il pagamento delle prestazioni ai dipendenti dell'amministrazione pubblica, si considerino effettuate a titolo definitivo. La nuova norma implica insomma un miglioramento del patrimonio netto dell'Istituto, a 21,7 miliardi di euro, portando il patrimonio netto alla data dell'uno gennaio 2014 a 29,2 miliardi di euro totali.

Bilancio e Pensioni e INPS

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