Sigarette elettroniche, produttori: prezzi quintuplicati con la nuova tassa

Anafe-Confindustria: siamo sgomenti di fronte all'ennesimo tentativo del governo di distruggere il settore della e-cig.

La nuova tassa sulle sigarette elettroniche contenuta nella bozza di decreto legislativo che vuole riordinare la tassazione sui tabacchi ucciderà il mercato delle e-cig, che dopo il boom iniziale è già in crisi, quintuplicando i costi a carico dei consumatori.


Con la nuova tassa il prezzo di vendita di un flacone di ricarica per le sigarette elettroniche passerebbe da 6 a 35 euro. La denuncia arriva da Anafe-Confindustria, l'associazione nazionale produttori fumo elettronico che si dice:

"sgomenta di fronte all'ennesimo tentativo di distruggere il settore della sigaretta elettronica, senza che si sia mai aperto un serio e reale confronto tra le istituzioni e gli operatori come invece previsto dal Tavolo aperto lo scorso febbraio".

Dopo una prima lettura della bozza del D.lgs su accise e imposte di consumo applicate ai tabacchi e alle sigarette elettroniche, Anafe-Confindustria sottolinea che nonostante l'ordinanza del Tar Lazio confermata dal Consiglio di Stato che ha sospeso l'imposta di consumo pari al 58,5% del prezzo di vendita, rinviando gli atti alla Consulta, il governo Renzi tira dritto elevando la soglia dell'imposizione fiscale del settore senza considerarne la particolarità:

"In primo luogo le sigarette elettroniche continuano ad essere ciecamente assimilate al tabacco. Questa volta cercando di trovare un'equivalenza impossibile da stabilire tra una svapata e un tiro di sigaretta".

Questo:

"dà la sensazione che per il Governo l'unica preoccupazione sia tassare per provocare la sparizione del prodotto, e ciò anche senza alcun riguardo per il diritto alla salute e persino per le casse dello Stato che, sino ad ora, ci hanno solo rimesso. Il tutto ricordando sempre che l'Italia è l'unico paese occidentale a tassare la sigaretta elettronica"

ha spiegato il presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini.

Dopo il successo di due anni fa, 6mila i negozi di e-cig operativi, ad oggi il 60% della attività ha chiuso con una riduzione del 50% del fatturato legato alla sigaretta elettronica, che nel 2012 era stato di 350 milioni di euro. Tutta colpa dell'alta tassazione, accusano i produttori, che se aumentasse ancora darebbe la botta finale al comparto.

Tassa sigaretta elettronica

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