Rapporto Caritas, in Italia quasi 5 milioni di poveri

Dal 2007 al 2012 il numero di persone sotto la soglia di povertà è raddoppiato

Dal 2007 al 2012, in Italia, il numero di poveri è raddoppiato. Dai 2,4 milioni del 2007, ultimo anno nel quale sia stata registrata una crescita del Pil, si è passati ai 4,8 milioni del 2012, ultimo anno solare di cui siano disponibili i dati. Questo è quanto emerge dal rapporto Il bilancio della crisi di Caritas.

Si tratta di un aumento non solo in termini quantitativi, ma anche in termini qualitativi: a essere interessati da fenomeni di povertà sono segmenti statistici ritenuti tradizionalmente poco vulnerabili: il centro-nord, le famiglie con due figli, i nuclei con capofamiglia di età inferiore ai 35 anni e le famiglie con componenti occupati. Negli anni precedenti l’ingresso nella spirale recessiva (prima del 2007) i poveri erano soprattutto anziani, abitanti del sud e di famiglie numerose con tre o più figli.

Le politiche economiche e sociali varate nel periodo della crisi non sono riuscite a fornire risposte concrete e Caritas ha sottolineato come, in Italia, continui a mancare “una misura nazionale contro la povertà assoluta continua a mancare nel nostro Paese”.

Secondo Caritas, la risposta dei governi che si sono succeduti dal 2007 al 2014 è stata inadeguata: l’unica azione concreta è stata la Social Card, giudicata “uno sforzo limitato”. Molto tiepido il giudizio sul bonus da 80 euro deciso dal premier Matteo Renzi, che ha avuto “qualche effetto sulla povertà ma di portata assai ridotta”.

La crisi economica ha contratto anche il settore dei servizi già sotto-finanziato: dal 2010 al 2010 la spesa dei Comuni su questo versante è calata del 6%.

Fra le soluzioni auspicate dal rapporto Caritas vi è l’istituzione del Reddito di inclusione sociale ovverosia un bonus mensile che permetta alle famiglie di colmare la differenza fra il proprio reddito e la soglia di povertà.

Poveri in Italia

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